Intelligenza Artificiale: il Garante blocca ChatGPT

Il Garante privacy ha disposto con effetto immediato la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di OpenAI, la società statunitense che ha sviluppato e gestisce la piattaforma e ha contestualmente aperto un’istruttoria.

ChatGPT è il più noto tra i software di intelligenza artificiale relazionale in grado di simulare ed elaborare le conversazioni umane e lo scorso 20 marzo aveva subito una perdita di dati (DATA BREACH) riguardanti le conversazioni degli utenti e le informazioni relative al pagamento degli abbonati al servizio a pagamento.

Nel provvedimento il Garante rileva:

  • la mancanza di una informativa agli utenti e a tutti gli interessati i cui dati vengono raccolti da OpenAI;
  • l’assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma;
  • l’assenza di qualsivoglia filtro per la verifica dell’età degli utenti che quindi espone i minori a risposte assolutamente inidonee rispetto al loro grado di sviluppo e autoconsapevolezza.

“Come emerso dalle verifiche effettuate, le informazioni fornite da ChatGPT non sempre corrispondono al dato reale, determinando quindi un trattamento di dati personali inesatto”.

OpenAI, che non ha una sede nell’Unione ma ha designato un rappresentante nello Spazio economico europeo, deve comunicare entro 20 giorni le misure intraprese in attuazione di quanto richiesto dal Garante, pena una sanzione fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato globale annuo.

Fonti: Provvedimento GPDP n. 112 del 30/03/2023; Comunicato stampa del 31 marzo 2023

Per maggiori informazioni o contatti – Servizio privacy e cyber security

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