Innovazione "old style" dal Decreto Sviluppo

Sono “old innovation style” gli interventi per favorire l’innovazione previsti dal Decreto Sviluppo. Secondo Otello Gregorini, direttore provinciale Cna “centrati sulla grande impresa, l’università e i grandi centri di ricerca e inaccessibili alle micro e piccole imprese. L'innovazione, invece, nasce dal basso e coinvolge molteplici attori, piccoli e grandi, tra cui le Pmi e i cittadini”.

Per questo, attraverso Rete Imprese Italia, sono già state sollecitate modifiche alle misure del Decreto riguardanti l’agenda digitale, i progetti di ricerca e innovazione, le start up innovative, per renderle fruibili alle aziende di piccole dimensioni.

“Le misure del Decreto Sviluppo – continua a spiegare Gregorini – non tengono conto della realtà produttiva italiana costituita per il 99,4% da aziende fino a 50 addetti e delle opportunità che la diffusione delle tecnologie digitali offre proprio per migliorare la competitività delle piccole imprese”

E citando Rete Imprese Italia, continua: “Con i criteri sulle start up innovative, ad esempio, colossi come Apple, Microsoft e Facebook, fondate da imprenditori non laureati, non avrebbero avuto il riconoscimento di start up innovative”.

Tra le altre modifiche al Decreto Sviluppo, si sollecita anche l’inclusione dei Consorzi fidi non vigilati dalla Banca d’Italia nelle misure per rafforzare la patrimonializzazione dei Confidi.

UFFICIO STAMPA: DANIELA GIACCHETTI

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