Iniziativa CNA Balneari: dalle istituzioni locali una voce “Tutelare le concessioni, l’occupazione e gli investimenti”

Dai parlamentari, regione e sindaci marchigiani dei comuni costieri intervenuti all’iniziativa di CNA Balneari una sola voce: "Tutelare le concessioni balneari, l’occupazione e gli investimenti"

Da Senigallia una sola voce rivolta a Governo e Parlamento: “Applicare la sentenza del Consiglio di Stato del 13 gennaio scorso e tutelare le concessioni balneari esistenti da prima della Direttiva Bolkestein”. A sostenerlo tutti gli intervenuti all’iniziativa di Cna Balneari. Dai parlamentari di ogni partito politico, all’Assessore regionale al Demanio Marittimo Guido Castelli e ai Consiglieri regionali (che sul tema hanno approvato alcuni giorni fa una mozione bipartisan) fino ai Sindaci dei Comuni costieri marchigiani.

“La sentenza emanata lunedì 13 gennaio dalla sesta sezione del Consiglio di Stato” ha affermato il presidente Cna Marche Paolo Silenzi, introducendo i lavori del convegno “ribalta quanto affermato in precedenza dallo stesso organo con la sentenza del 9 novembre 2021 in tema di concessioni demaniali marittime che ne prevedeva la scadenza al 31 dicembre 2023 e la successiva messa a gara. Oggi il Consiglio di Stato conferma invece quello che la Cna sostiene da tempo: la direttiva Bolkestein non può essere applicata ai rapporti concessori instaurati prima del 2009, anno in cui la direttiva è stata recepita dall’ordinamento italiano con decreto. Confido che oggi, dalle Marche e da Senigallia si possa aprire un capitolo nuovo per trovare una soluzione forte e condivisa, tra imprese e istituzioni, per assicurare la piena continuità aziendale per le nostre imprese.”

Una pronuncia, quella del Consiglio di Stato, della quale, secondo CNA Balneari, dovranno tener conto Governo e Parlamento, nell’affrontare la riforma del Demanio Marittimo e che riguarda oltre il 90 per cento delle concessioni balneari esistenti.

I 30 mila stabilimenti balneari italiani di cui 906 nelle Marche, hanno subito un pesante lock down, che ha messo a rischio la stagione dello scorso anno. Hanno affrontato ingenti spese per garantire sanificazione e distanziamento nei loro stabilimenti. Hanno programmato investimenti decennali, sapendo di avere davanti altri dodici anni di lavoro prima della messa a bando delle concessioni. Ora chiedono certezze sul futuro delle loro imprese.

Una posizione, illustrata dalla Presidente Nazionale Balneari CNA Sabina Cardinali e dal Coordinatore Cristiano Tomei, che verrà sostenuta in tutte le sedi istituzionali, a partire dal tavolo tecnico istituito dal Governo. È, altresì, importante che la politica e le istituzioni trovino risposte che pongano fine a questo stato di incertezza sul futuro di migliaia di imprese balneari nazionali e marchigiane che vanifica il lavoro di una vita di questi piccoli imprenditori che hanno sviluppato negli anni un prodotto, quello della balneazione attrezzata, efficiente, competitivo e di un’eccellenza unica nel panorama europeo e invidiato in tutto il mondo.

L’economia turistica balneare, forte di 30 mila imprese, muove in Italia 13 miliardi di cui quasi 400 milioni nelle Marche. Nella nostra regione le imprese in attività sono 555 e gli stabilimenti balneari 906 con 2.838 addetti. Un turismo, quello balneare, che primeggia nel settore dell’industria vacanziera marchigiana, col 51 per cento di presenze complessive. Il resto se lo dividono aree montane, borghi, colline e città d’arte, ma sempre in stretto collegamento col turismo balneare.

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