Incontro tra gli imprenditori dirigenti del Patto delle 3 C

Cna, Confartigianato e Confcommercio della Provincia di Ancona hanno sottoscritto nel giugno 2011 un accordo sindacale unitario per rafforzare ulteriormente lo spirito di collaborazione fra le tre organizzazioni e dare più forza e visibilità alle oltre 38.000 imprese dei settori rappresentati, sul totale di circa 47.000 aziende che operano in provincia. Un’azione concreta per semplificare la rappresentanza sindacale cercando di dare le giuste risposte all’articolato sistema imprenditoriale che insieme le tre sigle rappresentano.
Nel corso di questi mesi, diverse azioni sono state concretizzate a sostegno dell’imprenditoria: incontri con la Provincia e con i Sindaci del territorio in primis.
Mercoledì scorso, ad Ancona, per la prima volta si sono riuniti gli imprenditori dirigenti delle tre associazioni, per discutere insieme sul grave stato di crisi in cui versa l’economia.
E’ stato un momento decisamente importante, in quanto a confrontarsi erano direttamente coloro che dirigono le imprese nel territorio, quindi coloro che fanno i conti sulla propria pelle con le problematiche del momento.
In primis il problema legato al credito e al rapporto con le Banche: è necessario che le banche mettano in circolo liquidità altrimenti  tante piccole imprese saranno costrette a chiudere e quindi verrà meno chi produce ricchezza e occupazione nel nostro territorio.
Gli imprenditori di Cna, Confcommercio e Confartigianato poi giudicano insostenibile la pressione fiscale così come non ci stanno ad essere indicati come i principali evasori. L’eccesso di controlli di questo periodo non può ricadere sulle piccole imprese che, in quanto sottoposte a studi di settore, sono soggette a una verifica sistematica. Per recuperare risorse si ritiene invece indispensabile contrastare le grandi elusioni fiscali, il lavoro nero, andare a verificare l’efficienza della P.A e tagliare le spese correnti dove si annidano sprechi  di ogni genere per non parlare della corruzione. Grande attenzione anche all’Imu, che secondo le proiezioni fatte, rappresenterà un ulteriore salasso per  molte aziende soprattutto se i Comuni dovessero decidere di applicare aliquote aggiuntive.
Pertanto nei confronti dei Comuni si svilupperà l’azione di concertazione delle tre C poiché il ripianamento dei deficit di bilancio  non deve andare a pesare sulle spalle dei piccoli imprenditori.
Infine si avverte una grande necessità di mettere in campo azioni immediate e forti per favorire lo sviluppo e la ripresa dell’economia senza le quali non sarà possibile uscire dalla crisi.
Su questi temi le tre associazioni promuoveranno iniziative specifiche nel corso dell’anno.
 

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