Imprese e Credito, ruoli a confronto

di DANIELA GIACCHETTI

ANCONA – Crisi: le imprese non hanno più liquidità e cozzano contro la rigidità delle banche. Di difficoltà di accesso al credito si è discusso nel corso di un incontro, svoltosi presso la sede provinciale Cna ad Ancona, tra i vertici dell’Associazione, i responsabili di Fidimpresa Marche e il direttore generale della Banca Popolare di Ancona Luciano Goffi.
Quest’ultimo, ha spiegato che il lungo tunnel della crisi ha causato risvolti negativi anche ai danni degli istituti di credito, oggi chiamati ad aumentare il loro patrimonio per avere adeguata copertura in caso di difficoltà. Ma la banche stesse fanno fatica a fare raccolta e sono state costrette a ridimensionare gli impieghi (come prestiti ed affidamenti a breve termine alle imprese). Queste, secondo Luciano Goffi, le motivazioni della stretta creditizia.
Si vedono timidissimi segnali di un lento ritorno alla normalità, ma ancora la strada è lunga. Occorre dunque trovare strategie per uscire da questa situazione di intoppo.
La proposta avanzata dalla Banca Popolare di Ancona è aumentare il dialogo con le associazioni di categoria che devono aiutare gli imprenditori a crescere. L’impresa stessa infatti è chiamata a fare la sua parte, cercando di operare quel necessario salto di qualità dando tanta importanza a tematiche finanziarie quanta ne offrono già alle tematiche legate alla produzione. Nel compiere questo salto richiesto, le imprese possono essere aiutate da consulenze offerte proprio dalle associazioni di categoria.
Molto importante poi il ruolo dei confidi, perché mitiga il rischio delle banche. Forte l’azione di Fidimpresa Marche, che è il confidi più grande della regione, e che già in tempi non sospetti (2007 è l’anno della nascita del confidi unico) aveva ben compreso la prioritaria necessità di fare sinergia aumentando forze e patrimonio.
“Quando la banca indica Fidimpresa come interlocutore importante e privilegiato – ha detto Daniele Ricciotti, direttore Fidimpresa Marche sede provinciale Ancona – è chiamata poi ad operare con coerenza mettendo in pratica collaborazioni effettive per superare le problematiche esistenti. E’ questo l’unico modo per dare un aiuto concreto alle imprese”.
Fidimpresa ha tra l’altro deciso, anche in una fase così difficile caratterizzata da elevato rischio, di rendersi disponibile per alcune tipologie di prodotto e linee di credito ad aumentare la garanzia, a dimostrazione, soprattutto nei confronti delle banche, che nell’imprenditoria il confidi ci crede tanto da metterci faccia e portafoglio.
“Di fronte a ciò – ha continuato Ricciotti – la banca dovrebbe contenere il costo del denaro verso l’imprenditore socio di Fidimpresa”.
Riassumendo, dalla discussione chiari sono emersi i compiti di ciascuno per superare le problematiche relative all’accesso al credito: l’imprenditore deve crescere senza mai tirarsi indietro; la banca deve erogare e contenere il costo del denaro; Cna e Fidimpresa devono aiutare gli imprenditori a crescere e garantire per loro.
Ma c’è un quarto, importantissimo, attore: l’ente pubblico (Regione, Provincia, Comuni, Camera di Commercio), chiamato a mettere a disposizione risorse adeguate per mitigare il rischio dei Confidi.
“Se ognuno farà la sua parte – ha concluso Ricciotti – la ruota girerà”.
 

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