Il Patto delle 3 C presenta una lista di priorità agli enti locali

Cna, Confartigianato e Confcommercio della Provincia di Ancona hanno sottoscritto nel giugno scorso un accordo sindacale unitario per rafforzare ulteriormente lo spirito di collaborazione fra le tre organizzazioni e dare più forza e visibilità alle oltre 38.000 imprese dei settori rappresentati, sul totale di circa 47.000 aziende che operano in provincia. Un’azione concreta per semplificare la rappresentanza sindacale cercando di dare le giuste risposte all’articolato sistema imprenditoriale che insieme le tre sigle rappresentano.

Competizione globale e crisi economica impongono a tutti – politica, istituzioni, mondo finanziario e mondo produttivo – riflessioni profonde per trovare nuove vie per tornare ad essere competitivi.

In questo scenario, il “Patto delle 3 C” ha avviato una seria discussione sul ruolo delle piccole imprese nella nostra economia, sul ruolo della rappresentanza sindacale e su come confrontarsi in modo efficace con gli altri attori principali – politica, enti, banche, istituzioni – che insieme determinano le scelte, le sorti e lo sviluppo del paese.

L’iniziativa avviata nella provincia di Ancona vedrà nelle prossime settimane il “Patto delle 3 C” confrontarsi con tutti i Sindaci del territorio, mentre l’incontro con la Presidente della Provincia, Patrizia Casagrande Esposto, si è già svolto.

Le tre associazioni indicheranno alcune azioni ritenute strategiche ed indispensabili per affrontare la crisi individuando subito cinque questioni prioritarie: spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni, infrastrutture ed energia.

Oltre a tali questioni di carattere generale, il “Patto delle 3C” proporrà ai Sindaci del territorio provinciale alcuni argomenti di grande rilievo per i propri associati, tra i quali: le politiche per il credito, il ruolo dei confidi ed i rapporti con le banche; lo sviluppo di più moderne  infrastrutture a supporto dell’economia territoriale; le politiche di bilancio, gli investimenti ed i servizi, la semplificazione degli adempimenti burocratici, la riduzione dei tempi di pagamento della P.A.; la lotta alle polveri sottili e il tema delle politiche ambientali più in generale; la crisi del manifatturiero.

Sono questioni di grande importanza per l’intera economia del territorio. Si pensi, ad esempio, per quanto riguarda il tema delle infrastrutture, alla necessità di provvedere alla manutenzione e al potenziamento della rete stradale provinciale, con particolare riferimento al raddoppio della SS 16 Falconara/Orte, alle opportunità offerte dalla Quadrilatero come dall’Interporto, dall’aeroporto e dal porto, che potrebbero favorire la ripresa dei lavori pubblici a misura di piccola impresa, coinvolgendo l’imprenditoria locale.

Un discorso a parte merita la promozione e valorizzazione del territorio provinciale in funzione di un turismo in grado di favorire la diversificazione dell’economia e di sostenere le imprese commerciali, del turismo, del terziario, dell’artigianato e di qualità con un’analisi sul ruolo del STL (Sistema Turistico Locale) e sull’attività fin qui svolta che sicuramente va indirizzata meglio.

Alla tassa di soggiorno, le associazioni dicono NO, dichiarandosi fermamente contrarie alla sua introduzione, perché rischia di penalizzare un settore (turismo) che dimostra una forte vitalità e che al contrario va sostenuto.

Un comparto che ha urgentemente bisogno di interventi è l’edilizia e più in generale il Sistema Casa: la profonda crisi che investe il settore e che sta portando al blocco delle vendite e delle nuove costruzioni rischia di far saltare l’intera filiera con danni incalcolabili che potrebbero portare al fallimento diverse centinaia di imprese del territorio. Occorre individuare interventi concreti, a partire dal contingentamento del rilascio di nuove concessioni edilizie da parte delle amministrazioni comunali, puntando sul recupero e sulla valorizzazione del patrimonio esistente con incentivi mirati.

Utile trasversalmente a tutti i settori economici sarebbe investire in modo convinto sulla green economy, non solo relativamente all’energia e alle fonti rinnovabili, ma esplorando anche ambiti nuovi con l’aiuto di una più convinta politica di promozione e valorizzazione del territorio.

C’è poi la questione che riguarda le polveri sottili e quindi la necessità di limitare le emissioni delle PM 10 prevista dall’Accordo di Programma. Le tre associazioni sono contrarie alla girandola di provvedimenti estemporanei fin qui messi in atto dagli enti locali. Tali provvedimenti hanno dimostrato di non aver prodotto risultati ai fini della qualità dell'aria, ma di avere invece creato ricadute negative sul sistema economico, specialmente su commercianti ed artigiani. Se realmente si vuole gradualmente risolvere il primario problema della qualità dell'ambiente bisogna mettere in moto processi certi e calendarizzati, forse più impegnativi, ma gli unici che potranno garantire un lento raggiungimento dell'obiettivo. Motivo per cui le associazioni stanno organizzando la mobilitazione delle imprese del manifatturiero e dell’autotrasporto sul territorio.

Questi e tanti altri temi saranno in discussione nel corso degli incontri con i Sindaci del territorio, che verranno chiamati in 5 appuntamenti specifici: uno riservato ai Comuni dell’area della Valle del Misa e, a seguire, quelli delle aree Valle Esina, Zona Sud di Ancona, area Fabrianese e Zona Nord di Ancona.

L’intento del “Patto delle 3C” è di arrivare alla formulazione di proposte concrete per risollevare le sorti dell’economia provinciale.

Se non si otterranno riscontri entro l’anno, le tre associazioni attiveranno ulteriori iniziative.

 

CNA                                       CONFCOMMERCIO                                               CONFARTIGIANATO

 

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