Il commercio nella provincia di Ancona: servono politiche di rilancio dei consumi

Secondo l’ultimo bollettino della Banca d’Italia nei mesi finali del 2011 il clima di fiducia dei consumatori si è deteriorato, i consumi hanno risentito della debolezza del reddito disponibile e del pessimismo sulle prospettive del mercato del lavoro.
“Un dato interessante per la provincia di Ancona – spiega Andrea Riccardi Responsabile provinciale CNA Commercio – è che il reddito delle famiglie doriche è superiore a quello regionale e la previsione secondo i dati raccolti è di una crescita del +1,6% contro una media regionale del +1,5%, tuttavia, secondo un incrocio di dati, a livello complessivo la spesa delle famiglie si indebolisce ed i consumi sono calati dello 0,2 per cento nel terzo trimestre rispetto al periodo precedente, dopo tre trimestri di sostanziale ristagno”.
Tra le componenti dei consumi delle famiglie gli acquisti di beni hanno segnato una contrazione, mentre è proseguita una modesta crescita delle spese per servizi. “A livello nazionale – continua Andrea Riccardi – la tendenza declinante delle vendite al dettaglio e delle immatricolazioni di autoveicoli si è confermata in autunno e l’andamento degli ordinativi anche a livello provinciale, non ne prefigura un recupero nel breve periodo.”
I comportamenti di spesa riflettono la dinamica del reddito disponibile e secondo le stime dell’Istat, nella media dei primi nove mesi del 2011, il reddito ha ristagnato in termini reali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
“L’incremento del reddito nominale – precisa Giovanni Dini Responsabile Centro Studi Sistema Cna Marche – è stato infatti eroso dalla dinamica dei prezzi e così è risultato particolarmente accentuato, già dalla scorsa estate, il calo del clima di fiducia dei consumatori, che a dicembre ha raggiunto un livello inferiore a quanto registrato nel 2008”.
La CNA Commercio motiva con questi dati la posizione assunta contro la scelta del governo nazionale sulle liberalizzazioni degli orari: la priorità è individuare politiche volte al rilancio dei consumi e sistemi capaci di creare un nuovo clima di fiducia.
“La dinamica dei prezzi al consumo ha risentito dell’aumento dell’aliquota ordinaria dell’IVA – conclude Andrea Riccardi – che è anche all’origine del rialzo dell’inflazione, salita sopra il 2 per cento negli ultimi mesi del 2011, inoltre, ai rialzi delle accise sui carburanti dello scorso dicembre si aggiungono quelli deliberati all’inizio di quest’anno, che influenzeranno, insieme ai rincari di alcuni prezzi regolamentati come le tariffe elettriche, ad aumentare la crescita dei prezzi nel breve termine”.
La CNA Commercio di Ancona si auspica quindi l’adozione nel breve periodo di politiche e scelte che riportino le famiglie a consumare e rimettere in moto l’economia territoriale.
 

CNA COMMERCIO PROVINCIA ANCONA

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