Il benessere è una cosa seria!

CNA Ancona lancia la campagna “social” contro l’abusivismo nel settore

Una campagna di comunicazione ironica ma per dire una cosa serissima: le professioni del benessere non sono “lavori di serie B” e vanno tutelati. Ora più che mai.

È partita oggi (19 marzo) la particolare campagna social ideata da CNA Ancona per sensibilizzare le persone a non cedere alla tentazione dell’abusivismo. Una campagna che fa dell’ironia il centro del suo messaggio ma che vuole accendere un altro riflettore su un problema serissimo e urgente: la scarsa considerazione del Governo verso un settore professionale attento e scrupoloso.

È diventata intollerabile la totale disattenzione del Governo nei confronti delle imprese di acconciatura ed estetica – spiega Fausto Bianchelli, responsabile CNA Benessere di Ancona -. Sono infatti incomprensibili le disposizioni contenute nel Dpcm del 2 marzo, relativamente alle zone rosse, che hanno confermato la chiusura dei centri estetici e addirittura revocato l’autorizzazione all’apertura dei saloni di acconciatura, concessa dagli ultimi decreti”.

Oramai è chiaro a chiunque abbia frequentato negli ultimi mesi un parrucchiere o un centro estetico che il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.

Non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio. Tali imprese garantiscono, infatti, la massima sicurezza anche per le modalità di svolgimento dell’attività: lavorando su appuntamento, non generano assembramenti.

La chiusura delle attività legali sta provocando il dilagare dell’abusivismo. Con la rischiosa conseguenza che, proprio a causa degli abusivi che operano indisturbati, senza rispettare alcun tipo di protocollo o misura di sicurezza, il virus possa diffondersi largamente e con rapidità”.

Nel frattempo le imprese regolari stanno facendo i conti con una drammatica situazione finanziaria.

Imporre la chiusura delle attività – conclude Bianchelli – rappresenta una condanna a morte per l’intero settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto e la disperazione potrebbe scivolare lungo una china pericolosa. Chiediamo, pertanto, al Governo segnali immediati di attenzione, modificando le modalità per ottenere i contributi a fondo perduto e permettendo ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa”.

Ecco il perché della campagna social. Sensibilizzare le persone a boicottare prestazioni abusive. Per tutelare la propria salute e rispettare chi lavora nella legalità.

Al grido “Piuttosto divento un Chihuahua!“, la campagna si caratterizza per l’hashtag #aspettolamiaPARRUCCHIERA e #apettolamiaESTETISTA. È rivolta in particolar modo alle clienti e ai clienti del settore benessere che con un pizzico di autoironia possono lanciare un messaggio importantissimo: fidelizzazione al proprio centro e lotta all’abusivismo.

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