Il 2015 sia l’anno della svolta

Il 2015 dovrà veramente essere l’anno della svolta: il nostro sistema Paese deve dimostrare di voler cambiare, pena l’acutizzarsi della disparità e dello scontro sociale in capo a cittadini e imprenditori, sempre più frustrati dall’incompetenza e dalle malversazioni che regnano indisturbate in ogni ambito.
Tasse, burocrazia e credito restano i principali nemici da combattere. Alcuni segnali di risveglio dall’annoso tepore politico si iniziano a percepire, ma la sensazione di ‘navigare a vista’ è ancora preoccupante.
Il carico fiscale e contributivo complessivo (Total Tax Rate) è ormai da anni collocato saldamente sulle stanche spalle delle imprese, sottraendo loro il 65% di ricchezza prodotta (2/3 del ricavo finisce al “socio pubblico” e da gennaio a settembre le imprese lavorano per lo Stato e i suoi apparati).
Oltre 30 miliardi all’anno vengono bruciati dalla burocrazia, che sottrae ad ogni azienda mediamente 45 giorni di lavoro per contorte procedure ed inutili scartoffie.
L’accesso al credito è divenuto ormai un autentico miraggio, a tal punto che la Banca d’Italia e la BCE si stanno muovendo per rinsaldare un rapporto con l’economia reale che si sta progressivamente deteriorando (dato tendenziale annuo dei prestiti a famiglie ed imprese 2014/2013 pari a – 4,5%).
Sappiamo che la misura è colma e che le imprese hanno dato anche il sangue. Per questo la CNA non intende mollare la presa. Contiamo di tenere alta l’attenzione e se necessario serrare i ranghi ed incalzare duramente chi ci governa ed amministra.
La mancanza di senso di responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche ha trovato l’ennesima riprova nell’applicazione del federalismo all’italiana, che per oltre un ventennio ha semplicemente scaricato verso gli Enti periferici i buchi del bilancio Statale, attraverso il taglio dei trasferimenti, prontamente recuperati dalle amministrazioni locali dalle tasche dei contribuenti. Questo atteggiamento ha portato negli ultimi 5 anni ad un incremento delle entrate tributarie del 70%, a fronte di una spesa corrente sostanzialmente invariata e di una forte contrazione degli investimenti del 50%. In sostanza paghiamo di più per avere meno servizi.
Tenuto conto che sugli immobili strumentali paghiamo ancora l’Imu e la tassa sui rifiuti (oggi Tari) è sempre più cara, ogni ulteriore ipotetico rincaro scatenerà una durissima reazione da parte dell’intero mondo che rappresentiamo.
Tuttavia il 2015 sarà l’anno dell’Expo universale (evento celebrativo della bellezza della vita e della sana nutrizione), che dovrà rappresentare una vetrina mondiale delle nostre peculiarità culturali ed economiche, sapendo accogliere e soddisfare le decine di milioni di visitatori carichi di aspettative, alla ricerca delle invidiabili risorse di cui disponiamo: un mix di arte, cultura, paesaggio e made in Italy.
Infine la nuova Programmazione europea 2014-2020 e gli assi di finanziamento previsti dovranno orientare la politica industriale del nostro Paese verso innovazione e semplificazione.
 
La Presidenza CNA Provinciale Ancona
 

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