I protagonisti di CNA Loreto a congresso discutono sulla lentezza della giustizia italiana

LORETO – Ieri sera, presso la sala consiliare del comune di Loreto, si è svolto il congresso della CNA di Loreto. La serata si è incentrata sui ritardati pagamenti e le possibili soluzioni.

All’appuntamento sono intervenuti il vicesindaco Paolo Casali e l’assessore al Lavoro Dino Elisei, la responsabile fiscale provinciale della CNA pres Loreto Paolo De AngelisFrancesca Spinanti e l’avvocato Marina Pompei. La prima parte dell’assemblea cittadina ha visto l’elezione dei nuovi membri di presidenza: presidente Paolo de Angelis (Gal.Dea) – nella foto – , Alessio Sabbatini (Pasta Fresca del Buongustaio), Simone Ascani (SAR Elettronics), Francesco Gentili (Forno Bramante) e Fava Rossano (Fava impianti).

La seconda parte della serata ha visto l’intervento dell’avvocato Pompei che ha sottolineato le lentezze dalla giustizia italiana. Un concordato, secondo l’esperienza dell’avvocato, può avere una durata medi di 5 anni. Le procedure preliminari per individuare i creditori e i beni sono estremamente lunghe e l’avvocato rileva anche che questo lasso di tempo sproporzionato può servire in alcuni casi a “nascondere” i beni oggetto di pignoramento. La problematica deve trovare un intervento legislativo atto ad accelerare i tempi e soprattutto a garantire i creditori. Gli artigiani, in un concordato, sono creditori privilegiati, ma questo spesso non basta per recuperare una parte consistente dei propri crediti.

Altro punto focale del tematica congressuale è stata quella inerente il recupero delle piccole somme, una situazione molto comune nel settore delle PMI. Per importi al di sotto dei 2500 euro, infatti, competenza è del giudice di pace. Inoltre l’Avvocato Pompei sottolinea che la strategia per cifre sotto i 500/600 euro è quella di una messa in mora “Si tratta di verificare chi abbiamo dall’altra parte: spesso una lettera dell’avvocato che intima il pagamento minacciando la messa in mora può essere efficace, ma tutto dipende dal debitore che abbiamo di fronte. In alcuni casi, infatti, potrebbe essere una strategia che non funziona perché il nostro debitore è un osso duro e non si lascia spaventare da una lettere di

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un avvocato” commenta l’avv. Pompei.

La serata è stata conclusa dall’intervento del presidente provinciale CNA Marco Tiranti che ha sottolineato come le procedure fallimentari e i concordati in particolare devono essere riformati perché sono procedure che non funzionano. Vi è la necessità di un impegno dell’associazione a livello nazionale che spinga per una velocizzazione di queste procedure per permettere un effettivo recupero dei crediti. Altra problematica rilevata dal presidente è la difficoltà, nei fallimenti, della vendita in liquidazione dei beni, in particolare di quelli immobili: l’attuale situazione di stagno delle vendite immobiliari ha bloccato anche le vendite fallimentari, creando situazioni paradossali di beni posti in asta che non riescono ad essere venduti neanche a meno della metà del loro valore stimato.

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