I driver che orientano le scelte dei consumatori

Dalla quarta edizione della “CISCO customer privacy survey” emerge che i consumatori iniziano a chiedere più rispetto per la loro privacy, ai fornitori di prodotti e servizi con un processo analogo, con i distinguo del caso, a quello registratosi in relazione all’ecologia, al green, alla sostenibilità ambientale.

L’indagine evidenzia che:

  • il 76% dei consumatori non comprerebbe prodotti o servizi da un’azienda che non ispirasse fiducia circa il rispetto della loro privacy
  • l’81% si dice convinto che il modo in cui un’azienda è trasparente in relazione al trattamento dei dati personali è sintomatico del rispetto che ha per i consumatori.

Non trattandosi più semplicemente di rispettare le leggi e sottrarsi al rischio di sanzioni con l’evidenziarsi del rischio di riscontrare danni reputazionali e commerciali, come è successo per il rispetto dell’ambiente, il rispetto della privacy è diventato uno dei driver capaci di orientare le scelte di consumo.

Dall’analisi emerge inoltre che:

  • Il 43% dei consumatori dichiara di non essere capace di proteggere effettivamente la propria privacy per ragioni diverse tra le quali spicca l’assoluta mancanza di consapevolezza circa i trattamenti dei propri dati personali svolti da una pletora di soggetti diversi.
  • circa il 50% degli utenti e consumatori che si dichiarano incapaci di proteggere i propri dati personali, imputano tale circostanza al fatto di essere “sotto ricatto” essendo costretti a cedere i propri dati personali per poter utilizzare i servizi.
  • Il 26% degli utenti e consumatori italiani esercitano il diritto di accesso loro riconosciuto dalla disciplina europea della materia per sapere chi tratta i loro dati, come e perché.

In merito alla difesa della loro privacy gli utenti e i consumatori hanno inoltre diverse aspettative:

  • Il 51% di utenti e consumatori si aspetterebbe che a difendere la loro privacy siano le Istituzioni nazionali e locali
  • Il 21% che lo facessero le singole società
  • Il 19% ritiene che la difesa debba essere dei singoli
  • Il 9% delle associazioni.

Fonti: Guido Scorza – HUFFINGTONPOST – 17 ottobre 2022

Per maggiori informazioni o contatti – Servizio Privacy e Cyber Security

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