H2Move, l’idrogeno verde made in Modena

“Il progetto H2Move dimostra che anche le piccole imprese possono avere un ruolo decisivo sia nell’innovazione che nella sostenibilità. Un ruolo molto pratico, non solo teorico. In particolare, H2Move dimostra di guardare avanti immaginando di porre le basi per fare del nostro territorio un perno per lo sviluppo della tecnologia e delle tecniche necessarie per l’utilizzazione di carburanti per il futuro. Aggregazioni come questa sono determinanti per la nascita di distretti magari non nell’accezione geografica, ma tali per le competenze che esprimono.”.

Ha commentato Alberto Papotti, segretario di CNA Modena, alla presentazione di H2Move, il progetto di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno verde, in cui lui ha avuto un ruolo di facilitatore nella elaborazione.

C’è un cuore tutto modenese dietro questo progetto: è quello di un distretto di eccellenza a livello europeo per ciò che riguarda le tecnologie relative ai gas compressi, dal Gpl al metano, passando per il Gnl, un distretto che geograficamente va dal bolognese al parmense.

L’idea è in fondo semplice: quella di realizzare un processo di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno verde (realizzato, cioè, da fonti rinnovabili), e contemporaneamente un centro di competenze e formazione. Una sorta di economia circolare dell’idrogeno.

L’idrogeno in questione verrebbe prodotto da impianti alimentati da energie rinnovabili (centrali idroelettriche, campi fotovoltaici, biomasse), dando la precedenza alle prime, in particolare da quelle già presenti nel bacino del Panaro, anche a testimoniare la valenza territoriale del progetto. A questo punto l’idrogeno verde verrebbe in parte dirottato presso il centro prove di Ozzano nell’Emilia, dove le aziende della rete avranno la possibilità di testare i vari componenti dell’impianto, in totale autonomia e sicurezza, così da continuare a implementare le tecnologie sugli impianti da realizzare. Parte dell’idrogeno, verrà dirottato a Spilamberto, dove sarà allestito un impianto stradale per la distribuzione di H2 sia per i veicoli leggeri che per quelli pesanti.

Accanto alla fase produttiva ce ne sarà una riservata alla formazione, in quanto nel settore Oil & Gas si registra una carenza di manutentori e tecnici specializzati e quindi si è pensato alla realizzazione di un centro formativo, utilizzando il centro prove di Ozzano, con la collaborazione dell’Ecipar per l’attivazione di corsi formativi, aperti a tutti gli operatori del settore, orientati alla formazione specifica di tecnici, impiantisti, manutentori impianti di produzione e movimentazione dei gas.

L’obiettivo del progetto, del resto, è quello di arrivare alla realizzazione di un vero e proprio polo sui gas compressi, sull’utilizzazione dell’idrogeno per la mobilità, il suo uso civile e quello industriale, oltre che alla produzione di questo elemento.

H2Move – progetto che ha un costo tra i 10 ed i 12 milioni di euro e tempi di realizzazione di circa tre anni – sta cercando di accedere a vari bandi legati alla messa a terra del Pnrr sia nazionali che regionali, per avere un sostegno finanziario idoneo, visto i tempi lunghi per la formazione di una adeguata catena di domanda e offerta che renda questo mercato una realtà consolidata e autonoma. Tempi lunghi che mal si adattano alla dimensione della piccola impresa, che andrebbe adeguatamente sostenuta, in modo ben più consistente rispetto ai grandi operatori del settore, che hanno strumenti più efficaci per finanziarsi.

“Con questo progetto il mondo delle piccole imprese, il mondo di CNA, dimostra di avere quel coraggio determinante per il futuro. Mi impegnerò non solo nell’iter autorizzativo, ma anche per il coinvolgimento delle grandi imprese della logistica. Abbiamo nel territorio aziende come Amazon che potranno contribuire perché hanno un piano molto ambizioso sugli obiettivi di sostenibilità e l’idrogeno è un’opportunità”. Ha dichiarato Umberto Costantini, sindaco di Spilamberto.

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