Guerra nel golfo: No speculazioni sulle imprese

Le tensioni internazionali stanno tornando a colpire direttamente l’economia reale. L’aumento del prezzo del gas e dei carburanti, alimentato dall’instabilità in Medio Oriente, rischia di scaricarsi ancora una volta sulle imprese, in particolare su artigiani, piccole aziende e autotrasportatori.
È una dinamica che conosciamo bene: ogni volta che cresce l’incertezza internazionale, i mercati reagiscono con forti oscillazioni e spesso con fenomeni speculativi che si riflettono immediatamente sulle bollette e sui prezzi alla pompa. È una situazione che non possiamo accettare. In un momento così delicato serve responsabilità da parte di tutti gli attori della filiera energetica: no alle speculazioni.
Le imprese che producono valore, lavoro ed economia sul territorio non possono essere sempre quelle chiamate a pagare il prezzo più alto delle crisi geopolitiche.
Il problema riguarda anche il commercio internazionale. I dati elaborati dall’Area studi CNA sui numeri Istat mostrano che l’effetto dei dazi sul mercato americano esiste, anche se non appare immediatamente nei dati complessivi dell’export italiano. L’aumento delle vendite negli Stati Uniti nel 2025 è stato infatti trainato quasi esclusivamente dal settore farmaceutico. Se si esclude questo comparto, le esportazioni italiane verso gli USA risultano in calo, con una flessione significativa proprio nei settori tradizionali del Made in Italy, quelli dove operano migliaia di piccole imprese.
Alimentare, meccanica, metallo, mobili e automotive registrano contrazioni, mentre nel complesso i settori tipici del Made in Italy segnano una riduzione delle vendite negli Stati Uniti del 3,7%. È il segnale che le barriere commerciali e l’incertezza internazionale colpiscono soprattutto il tessuto delle piccole imprese.
Per questo è necessario lavorare su due fronti. Da un lato contrastare con decisione le speculazioni sui prezzi dell’energia e dei carburanti, introducendo strumenti di sostegno per i settori più esposti come l’autotrasporto. Dall’altro garantire stabilità al commercio internazionale, riducendo le barriere e accompagnando le piccole imprese nell’apertura verso nuovi mercati.
Le imprese italiane hanno dimostrato in questi anni grande capacità di adattamento e resilienza. Ma non possono affrontare da sole shock energetici, tensioni geopolitiche e nuove barriere commerciali.
Servono regole chiare, mercati più stabili e politiche che difendano davvero chi crea lavoro e sviluppo nei territori.
 
Massimiliano Santini
Direttore CNA Ancona

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