Green Pass e mascherine a scuola: lettera del Garante al Ministero dell’Istruzione

Diligent tween girl in protective mask studying in school with classmates. New life reality in coronavirus pandemic

Il Garante privacy ha scritto al Ministero dell’istruzione affinché richiami gli istituti scolastici sui rischi per la privacy derivanti da alcune iniziative:

Il Garante riferisce di aver ricevuto in queste settimane segnalazioni e richieste di chiarimenti a proposito di specifiche domande dei docenti o comportamenti volti ad acquisire, anche indirettamente, informazioni sull’avvenuta o meno vaccinazione, sia degli studenti (nella maggior parte dei casi minori) sia dei membri delle rispettive famiglie.

 

L’Autorità ricorda che, secondo il quadro normativo vigente:

  • i docenti non possono chiedere informazioni sullo stato vaccinale degli studenti e dei rispettivi familiari.
  • gli istituti scolastici non possono conoscere lo stato vaccinale degli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione
  • gli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione (a differenza degli universitari) non devono possedere ed esibire la certificazione verde per accedere alle strutture scolastiche
  • le amministrazioni scolastiche non possono trattare informazioni relative all’avvenuta o meno vaccinazione dei loro familiari, ma possono limitarsi a verificare, mediante il personale autorizzato, il mero possesso della certificazione verde all’ingresso dei locali scolastici (si ricorda che nella certificazione verde rientra anche l’aver effettuato tampone molecolare con esito negativo).

 

LA MASCHERINA NELLE CLASSI

Il Garante entra poi nel merito di un’altra questione emersa negli ultimi giorni: la deroga dall’indossare la mascherina nelle classi in cui tutti gli studenti abbiano completato il ciclo vaccinale o posseggano un certificato di guarigione in corso di validità.

Il Garante ha confermato piena collaborazione al Ministero dell’istruzione per individuare misure attuative che consentano di soddisfare le esigenze sanitarie di prevenzione epidemiologica e, allo stesso tempo, assicurino il rispetto della libertà di scelta individuale e il diritto alla protezione dei dati personali.

L’Autorità ribadisce la necessità che vengano in ogni caso individuate modalità che non rendano identificabili gli studenti interessati, anche al fine di prevenire possibili effetti discriminatori per coloro che non possano o non intendano sottoporsi alla vaccinazione.

 

 

Fonte: comunicato stampa GPDP del 23 settembre 2021

Per maggiori informazioni o contatti – Servizio Privacy e Cyber Security

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