Gas alle stelle per la crisi in Iran, CNA: “Le imprese si salvano facendo squadra”

Con l’UNAEC molte imprese al riparo dalle oscillazioni del mercato. Sul decreto bollette CNA: bene i primi interventi, ma servono correttivi sul sistema ETS.

L’escalation del conflitto in Medio Oriente e le tensioni internazionali stanno già producendo effetti concreti sui mercati energetici. Il prezzo del gas è tornato a crescere con forza nelle ultime sedute, arrivando quasi a raddoppiare rispetto ai valori di pochi giorni fa. Una dinamica che riporta al centro dell’attenzione il tema del caro energia e delle conseguenze per il sistema produttivo, in particolare per artigiani e piccole imprese.

Per questo la CNA di Ancona sottolinea l’importanza di strumenti in grado di proteggere le aziende dalle forti oscillazioni dei prezzi dell’energia. Tra questi c’è l’UNAEC, l’Unione di Acquisto Energetico Coordinato, la soluzione promossa dall’associazione che consente alle imprese aderenti di prenotare in anticipo e in modo coordinato con altre aziende i kWh necessari per lo svolgimento della propria attività. Grazie a questo sistema le imprese possono ottenere un prezzo dell’energia più basso, fisso e garantito, evitando le sorprese che spesso arrivano a fine mese con bollette fortemente variabili.

“Ci si salva solo se si sta insieme, ormai è questa la strada – spiega Davide Butani referente Energia CNA Ancona –. Il concetto di comunità applicato al sistema dell’energia sta prendendo piede ed è la via maestra, anche se non immediata. SOS Energia ha elaborato un progetto ambizioso ma concreto e soprattutto immediato: la prima Unione di Acquisto Energetico Coordinato. È una risposta per tutte quelle imprese che chiedono un prezzo dell’energia contenuto ma soprattutto stabile nel tempo”.

Il progetto sta già dimostrando la propria efficacia: le imprese che hanno aderito all’UNAEC risultano infatti molto meno esposte alle forti oscillazioni del mercato energetico registrate in questi giorni. Un’iniziativa che rappresenta un importante strumento di tutela e competitività per il sistema delle piccole imprese del territorio.

Allo stesso tempo CNA evidenzia come questo “ombrello” non possa essere una soluzione definitiva. Accanto agli strumenti messi in campo dalle associazioni e dalle imprese è necessario, infatti, un quadro di interventi strutturali a livello nazionale.

In questo senso, la CNA giudica positivamente alcuni interventi contenuti nel recente Decreto Legge Bollette, che introduce misure per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas per famiglie e imprese, tra cui interventi sugli oneri di sistema e sulla formazione del prezzo dell’energia. Si tratta di un passo nella direzione giusta per contenere i costi energetici, anche se gli effetti di alcune misure saranno graduali nel tempo.

Tra le misure più rilevanti del DL Bollette c’è certamente quella che interviene sugli oneri legati alle emissioni di CO₂ sostenuti dai produttori termoelettrici nell’ambito del sistema europeo ETS. L’obiettivo è ridurre il costo di produzione dell’energia da gas e, di conseguenza, abbassare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Secondo le stime contenute nel provvedimento, l’effetto potrebbe tradursi in una riduzione del prezzo dell’energia tra i 10 e i 12 euro per megawattora, con benefici potenziali per tutte le categorie di utenti, dalle famiglie alle imprese. Tuttavia, l’efficacia concreta della misura resta subordinata all’approvazione della Commissione europea, passaggio necessario perché l’intervento incide direttamente sulle regole del mercato energetico europeo.

CNA ha evidenziato però alcune criticità della soluzione prospettata dal Governo. In primo luogo, la sterilizzazione degli oneri ETS per i produttori termoelettrici rischia di sostenere indirettamente la produzione di energia da fonti fossili, in controtendenza rispetto alle politiche europee di decarbonizzazione e alla strategia di progressiva transizione energetica. Una direzione che appare in contrasto con il ruolo che negli ultimi anni hanno assunto le micro, piccole e medie imprese nello sviluppo delle fonti rinnovabili, sia attraverso l’autoproduzione energetica sia come fornitori di tecnologie e servizi legati alla transizione energetica.

Inoltre, la misura interviene sulle dinamiche di formazione del prezzo senza modificare in modo strutturale l’assetto del mercato elettrico. Questo potrebbe generare un effetto di riduzione solo parziale del costo dell’energia per imprese e cittadini, anche perché parte degli oneri potrebbe essere successivamente redistribuita in bolletta attraverso nuove componenti fiscali. Non è inoltre scontato che la riduzione del costo di generazione si trasferisca integralmente sul prezzo finale pagato dagli utenti, come dimostrato già durante la crisi energetica degli ultimi anni, quando in alcuni casi si sono registrati fenomeni speculativi e trattenimento di capacità produttiva.

Per questo motivo CNA sottolinea la necessità di affiancare agli interventi emergenziali misure più strutturali che rafforzino il sistema energetico nazionale, puntando in particolare sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, sulla generazione distribuita e su strumenti che facilitino l’accesso delle piccole e medie imprese ai contratti di lungo termine per l’energia. Solo attraverso un sistema più equilibrato e meno dipendente dalle oscillazioni delle fonti fossili sarà possibile garantire nel tempo prezzi stabili e competitivi per il tessuto produttivo.

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