Fondi Interprofessionali, a Vicenza solo 3 imprese su 10 li sfruttano

C’è l’impresa che non sa a quale fondo è registrata, quella che semplicemente non fa richiesta dei finanziamenti che le spettano, e infine quella che non è iscritta ad alcun fondo e continua a versare inconsapevolmente la propria quota prevista per legge, che finisce senza ritorno nel generico calderone dei contributi Inps.

Si riassume così il variegato panorama delle tantissime piccole imprese vicentine – quasi 7 su 10 secondo le stime dell’osservatorio CNA – che rinunciano più o meno consciamente alla possibilità di recuperare lo 0,3% del proprio monte salari tributato ogni mese all’Inps tramite le buste paga del personale.

La normativa prevede infatti la possibilità di chiedere gratuitamente all’Inps il trasferimento di tale contributo ai Fondi Paritetici Interprofessionali, cioè canali di finanziamento – la cui adesione è a base volontaria – che permettono alle imprese aderenti di attivare percorsi formativi per lo sviluppo delle competenze del proprio personale con copertura dei costi a carico del fondo fino al 100%.

“Purtroppo, sono ancora tantissime le realtà che non conoscono questo meccanismo – spiega Elisabetta Scala, responsabile Area Formazione CNA Veneto Ovest – si registrano in automatico a un Fondo, o peggio ancora non si registrano affatto, e poi se non vengono informate nel dettaglio circa il funzionamento di questa opportunità, perdono l’occasione di riottenere contributi che comunque sono tenute a versare. Per un’impresa di 15 dipendenti parliamo di una media di oltre mille euro l’anno, che darebbero diritto a recuperare molto di più sotto forma di attività formative interamente finanziate con effetto moltiplicatore sulle stesse competenze del personale, e quindi sulla possibilità di consolidare o ampliare il proprio mercato”.

Fortunatamente mettersi in regola è immediato e gratuito. L’impresa che non sa dove versa o non è registrata ad alcun Fondo può richiederlo facilmente tramite CNA, e cominciare da subito ad approfittare delle opportunità a catalogo che l’associazione ha scelto di attivare con il sostegno di Fondartigianato e Fondimpresa, due dei più diffusi Fondi Interprofessionali a servizio delle imprese di territorio.

“Le proposte sono tante – prosegue Scala – si va dallo sviluppo di competenze digitali alla lingua inglese, per passare poi a percorsi più spinti verso le competenze personali o di sviluppo di doti manageriali. Il tutto con il nostro supporto, che permette di individuare il livello adatto allo specifico gruppo di lavoro, e di programmare assieme all’impresa docenti e calendario lezioni, in modo che il progetto sia davvero a zero pensieri. Quanto ai costi, i Fondi prevedono dei budget specifici per ogni percorso, che se rispettati consentono di abbattere completamente il costo a carico dell’azienda, o altrimenti incidono sono per la quota di differenza”.

 

Questo articolo Fondi Interprofessionali, a Vicenza solo 3 imprese su 10 li sfruttano è stato pubblicato su CNA.

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