Il primo appuntamento del percorso Fare Futuro, promosso da CNA Ancona per celebrare gli 80 anni dalla fondazione della Confederazione, non è stato solo occasione di riflessione valoriale e politica. Tra i momenti centrali della mattinata del 30 marzo a Jesi, anche la presentazione da parte di Giovanni Dini dei dati elaborati dal Centro Studi CNA Marche, che ha offerto una fotografia aggiornata dell’artigianato nella provincia di Ancona, accompagnata da proiezioni fino al 2035.
Il quadro emerso racconta di un sistema in evoluzione, in cui alcuni mestieri storici mostrano segnali di progressivo ridimensionamento, mentre nuove professioni si affermano con slancio, intercettando esigenze e sensibilità contemporanee.
Nel dettaglio, settori come calzature e pelletteria, già in forte contrazione, potrebbero passare da 53 a sole 2 imprese attive entro il 2035, registrando un calo del 96,2%. Un andamento simile si osserva per i pastai (-18,2%, da 77 a 63), gli orafi (-23,7%, da 59 a 45), i panificatori (-18,6%, da 156 a 127) e il comparto legno-arredo, previsto in calo del 31,4%. Anche la meccanica, pur restando uno dei settori più numerosi, potrebbe ridursi del 21,1%, passando da 1.208 a 953 imprese.
Tuttavia, accanto a queste criticità, lo studio evidenzia trend in controtendenza che aprono scenari positivi. Le imprese di estetica, attualmente 449, potrebbero arrivare a 627 entro il 2050 (+39,6%), mentre i tatuatori, già in costante ascesa, passerebbero da 90 a 154 entro il 2035 (+71,1%). In crescita anche i manutentori del verde (+31,2%) e le attività legate alla nautica (+18,5%).
Più che semplici numeri, questi dati offrono spunti di riflessione su come sta cambiando il rapporto tra giovani, lavoro e territorio. Se alcuni mestieri tradizionali rischiano l’estinzione, altri si stanno rinnovando o nascendo ex novo, spinti da nuovi bisogni, linguaggi e tecnologie. La vera sfida – come emerso dal confronto – sarà riuscire a rendere attrattivo il mondo dell’artigianato per le nuove generazioni, non solo sul piano economico, ma anche culturale e valoriale.
Durante la tavola rotonda che ha seguito la presentazione dei dati, una rappresentanza di imprenditori CNA ha restituito uno spaccato concreto della situazione. Attraverso le testimonianze di Sergio Fagnani, Faustina Principi, Giampiero Cardinali, Anna Fenucci, Federica Balianelli, Stefania Pellegrini e Mario Mainero, si è costruito un confronto vivo tra generazioni e settori, in cui sono emerse criticità, strategie e idee per rilanciare i mestieri come scelta di vita e di futuro.








