Elezioni Osimo: spegnere gli animi, accendere le proposte

La CNA Zona Sud di Ancona, nel documento presentato ai candidati a sindaco, aveva già inserito l’auspicio di una normalizzazione del conflitto politico: occorre ritornare ad un confronto pacato per avere un comune “normale”.
OSIMO – Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno caratterizzato la campagna elettorale osimana, acquista ancora più forza la richiesta, contenuta nel documento della CNA Zona Sud ed inviato ai candidati a sindaco, di un ritorno alla “normalità della politica” con un confronto più pacato e caratterizzato da proposte più che da scontri.
Ritornare ad avere una politica normale in un comune normale (ndr. si legge nel documento inviato ai candidati a Sindaco): abbiamo assistito negli ultimi anni a scontri che a nostro giudizio vanno oltre la normale dialettica. E’ usuale che vi siano opinioni diverse e divergenti, questa è la democrazia, ma ci preoccupa l’aumento, anche nei toni, dello scontro tra maggioranza e opposizioni; uno scontro permanente, su tutto e tutti e che spesso rende l’operato del comune farraginoso e lento. A nostro giudizio occorrerebbe porre fine a questa campagna elettorale permanente, pratica a cui assistiamo da alcuni anni, e per essere sinceri ormai diffusa in molti comuni: occorre che sulle scelte strategiche più importanti prevalga un clima di confronto costruttivo, senza escludere  la condivisione di provvedimenti strategici (facendo però in modo che i meriti vengano divisi equamente). Tutto ciò, per il bene della città cercando di contenere al limite l’egoismo di fazione.
“E’ da alcuni anni che notiamo un’accentuazione dei toni  – commentano Andrea Cantori e Luigi Giambartolomei, rispettivamente segretario e coordinatore della CNA di Osimo – e non nascondiamo la nostra preoccupazione. Infatti, quasi con una certa preveggenza, abbiamo inserito la richiesta di avere “un comune normale” nel documento CNA richiedendo ai candidati a sindaco di abbassare i toni e, dopo le elezioni, di trovare un nuovo spirito teso a cercare il più possibile soluzioni condivise. La città ha bisogno di spegnere gli animi e di accendere le proposte concrete: in molti, infatti, hanno iniziato a dire cosa vogliono fare, ma non si riesce a capire quanto i provvedimenti annunciati costeranno, quanto tempo occorrerà e dove troveranno le risorse – concludono Giambartolomei e Cantori – Chiediamo maggiore concentrazione sui provvedimenti da mettere in campo e sulle loro coperture, lasciando perdere le provocazioni e gli inutili chiacchiericci che rischiano di scoraggiare ancora di più le imprese e i cittadini”.
 

 

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