Elezioni Amministrative 2023: le proposte della CNA di Ancona

Premessa

A ridosso delle elezioni comunali, CNA Ancona ha elaborato un documento da sottoporre a tutti i candidati a Sindaco per offrire indicazioni provenienti del mondo dell’artigianato, del commercio, delle piccole imprese e dei cittadini e pensionati da noi rappresentati, che ci auguriamo possano essere recepite all’interno dei programmi.

Oggi Ancona è una città con luci ed ombre, all’interno di una regione Marche retrocessa “in transizione”, afflitta da crisi economica di sistema e da emergenze naturali quali terremoti e alluvioni, ma anche per la difficoltà oggettive di poter rivendicare il suo ruolo di capoluogo. Abbiamo articolato le nostre indicazioni in 6 punti.

1. ANCONA CAPOLUOGO: LA GRANDE ANCONA

Ancona deve rivendicare il ruolo di capoluogo delle Marche ma per essere riconosciuta deve dimostrarlo. “Le dimensioni contano” (abitanti, numero imprese, territorio, etc.) e per questo abbiamo proposto una sinergia sempre più forte con i comuni limitrofi affini che permettano di aumentare le dimensioni dell’agglomerato urbano e costruire la “Grande Ancona”.

A corollario di ciò diventano fondamentali:

  • VIABILITÀ/PORTO: arrivare rapidamente all’uscita del porto. Per la CNA di Ancona prima di tutto c’è l’uscita a Nord, un’opera indispensabile, un’opera necessaria e prioritaria. In secondo luogo, l’importanza di collegare Ancona a Roma attraverso una ferrovia di questo secolo.
  • PARCHEGGI E MOBILITÀ: occorre potenziare i parcheggi del centro per coloro che vogliono fare una sosta di poche ore. Per questo, oltre al parcheggio S. Martino auspichiamo ulteriori strutture che possono essere individuate con il dialogo con le associazioni di Categoria (es. Parcheggio ex Savoia).
  • CONTENITORI: completare rapidamente i lavori di riqualificazione ex IPSIA, Palazzo Provincia, Mercato delle Erbe Centrale, Mercato delle Erbe di Piazza d’Armi. Riutilizzo o abbattimento degli altri numerosi contenitori fatiscenti (es. l’ex Angelini). Infine, individuare un contenitore attrezzato per organizzare eventi in città.

2. IL CUORE ECONOMICO DI ANCONA CITTÀ DEI SERVIZI, DEL COMMERCIO E DEL TURISMO

  • Ascolto permanente delle categorie economiche: tavolo di confronto, di ascolto, di progettazione con le associazioni di categoria sui temi veri (parcheggi, viabilità, manutenzione).
  • Servizi pubblici integrati a beneficio dell’area metropolitana e provinciale. Per tale ragione continuiamo a sostenere l’azienda unica dei rifiuti.
  • Ampliare la collaborazione con UNIVPM. La città necessita di punti di aggregazione. Individuare nel centro cittadino, ascoltando le esigenze degli studenti, un nuovo punto di aggregazione, teso allo scambio di idee e contaminazione con la città.
  • Contaminarsi per competere: creare un sistema burocratico estremamente flessibile che permetta queste contaminazioni facilitando i cambi di destinazione di uso, semplificare le procedure in caso di spettacoli di modeste dimensioni. Trasformare il Mercato delle Erbe in un luogo che può ospitare attività tese ad una moderna ristorazione per turisti, per gli uffici centrali, per un pranzo veloce, per la movida. Contaminare il porto con la città, facendo si che ritorni ad essere un punto di aggregazione per l’estate.

3. PULITA, BELLA, GENTILE E APERTA: LE PAROLE D’ORDINE DELLA PROSSIMA GIUNTA

Ancona deve essere pulita.

Occorre riprendere azioni di dissuasione di atti di vandalismo e inciviltà, con attivazione di telecamere funzionanti e sanzioni pesanti in caso di atti di vandalismo e di maleducazione da parte dei cittadini.

 

Ancona deve essere bella.

  • Aprirsi al privato, in particolare per quanto concerne la manutenzione di alcuni parchi o luoghi affollati che potrebbero essere sponsorizzati.
  • Costituzione di una società apposita che si occupi dell’attività di manutenzione.
  • Promuovere la creazione di un “Assessorato alla bellezza”, sul modello di altre città che lo hanno adottato.
  • Riqualificare le periferie e i quartieri degradati, con particolare attenzione a quelli di accesso in città come la Palombella e la Stazione.
  • Verificare la possibilità di accesso alternativa alla zona Duomo, in accordo con l’Autorità Portuale, in modo da consentire la pedonalizzazione di Via della Loggia e la riqualificazione e pedonalizzazione di Piazza della Repubblica.

 

Ancona deve essere gentile e accogliente.

Per gli imprenditori e i dipendenti pubblici a contatto con i turisti (conducenti di autobus, impiegati comunali degli uffici collegati al pubblico e al turismo, vigili urbani) approcciare corsi di formazione per l’accoglienza.


Ancona deve essere aperta.

Fare rete coinvolgendo i comuni limitrofi e le altre città delle Marche, partendo dai suoi punti di forza logistici, economici e culturali e dai poli produttivi più importanti della città: porto, ospedali, università.

4. LA POLITICA DEL FARE: NO AI NO IDEOLOGICI

Solo il pubblico non riuscirà mai a recuperare l’immenso patrimonio artistico, culturale, ambientale che necessita di interventi. Occorre un sostegno privato che naturalmente può investire se vi sono le possibilità di mercato. Diciamo si agli investimenti privati nel Parco del Cardeto e non solo.

5. ANCONA SU MISURA DELLE VARIE ETÀ

Il principale impegno per la popolazione che chiediamo alla nuova amministrazione, sempre più anziana, è quello di favorire la domiciliarità migliorando l’habitat prima che progettare i servizi. La riqualificazione e l’adeguamento degli alloggi alle nuove esigenze della persona deve essere uno dei principali obbiettivi di una amministrazione consapevole e lungimirante. Qui di seguito le richieste della CNA:

 

  • maggiore impegno al superamento delle barriere architettoniche;
  • migliorare la qualità dell’abitare;
  • favorire l’autonomia individuale;
  • garantire la sicurezza;
  • favorire l’interazione con l’ambiente esterno;
  • favorire le relazioni sociali;
  • case protette per anziani e “condomini sociali solidali”
  • Incrementare i luoghi e le possibilità di aggregazione per giovani;
  • Favorire soluzioni abitative smart per le famiglie per ripopolare il centro storico, incrementare i servizi, gli asili nido e le scuole a orario prolungato;
  • garantire la sinergia con i servizi domiciliari e di prossimità.

6. UNA SANITÀ PER LA CITTÀ

Il Comune di Ancona deve aprire un confronto con la Regione per salvaguardare i servizi sociosanitari della città. C’è da ricordare che ad Ancona nel corso degli anni sono stati chiusi ben cinque ospedali e il sesto è in chiusura (INRCA di via della Montagnola) pagando un tributo in merito a complessi dismessi molto alto (Umberto I° e Lancisi).

 

  • Per l’ex Cardiologico di via Baccarani, attraverso investimenti privati, trasformarlo in un centro sanitario d’eccellenza.
  • Dialogare con la Regione per l’ospedale di via della Montagnola per farlo divenire un servizio socio\sanitario.
  • Definire e concludere la vicenda del Pensionato Tambroni di via della Cupa.

 

CNA Ancona

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