Disoccupazione giovanile ancora in crescita. A giugno +39,1%

Gregorini (CNA): “Necessario semplificare la normativa sulle assunzioni”

di DANIELA GIACCHETTI

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a giugno sale al 39,1%, in crescita di 0,8 punti percentuali su maggio e di 4,6 punti su base annua. Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati e provvisori), aggiungendo che tra gli under 25 ci sono 642 mila ragazzi alla ricerca di

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un lavoro. In generale, a giugno, la disoccupazione si ferma al 12,1%, con un piccolo passo indietro su maggio, in calo di 0,1 punti percentuali, anche se resta in aumento su base annua, con un rialzo di 1,2 punti. Con giugno la disoccupazione varca la soglia del 12% per la terza volta consecutiva.

“Sono dati davvero preoccupanti – commenta Otello Gregorini, direttore provinciale Cna – che devono spingerci subito a correre ai ripari se vogliamo ancora poterci permettere di parlare di futuro”.

A giugno gli occupati diminuiscono dello 0,1% rispetto a maggio, con 21 mila persone in meno a lavoro, e dell’1,8% su base annua, con 414 mila occupati in meno. Lo rileva ancora l’Istat, aggiungendo che il tasso di occupazione, pari al 55,8%, risulta, guadando alle serie trimestrali, un minimo dal terzo trimestre del 2000.

Il tasso di disoccupazione maschile si conferma all’11,5%, lo stesso valore di maggio, che risulta il più alto dall’inizio delle serie storiche trimestrali, ovvero dal 1977. Il tasso femminile invece è pari al 12,9%, in diminuzione di 0,2 punti su maggio, ma in aumento di 1,0 punti su base annua.

Anche il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 89 mila, diminuisce dell’1,0% rispetto al mese precedente (-31 mila) come non accadeva da un anno, ma aumenta dell’11% in termini tendenziali, con 307 mila persone in più alla ricerca di un lavoro.

Sempre a giugno l’Istat segnala una crescita nel numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni, in rialzo dello 0,3% in termini congiunturali (+39 mila unità) e dello 0,4% rispetto a dodici mesi prima (+51 mila). In particolare l’aumento tendenziale di coloro che non lavorano né sono alla ricerca di un posto è dovuto agli uomini (+120 mila).

“Allargando lo sguardo – continua Gregorini, dati Istat alla mano – ci sono in totale 26,4 milioni di disoccupati in Europa, di cui 19,2 nell’eurozona, pari a una leggera diminuzione rispetto a maggio di 32mila unità nei 27 e di 24mila nei 17. I giovani disoccupati invece sono circa 5,5 milioni di cui 3,5 nell’eurozona”. Nello specifico, i tassi più bassi di disoccupazione sono stati registrati a giugno in Austria (4,6%, e 9,3% per i giovani), Germania (5,4%, e 7,5% per gli under 25) e Lussemburgo (5,7%), mentre restano record Grecia (26,9%) e Spagna (26,3%), anche per la percentuale di giovani disoccupati (rispettivamente 58,7% e 56,1%).

“Dobbiamo tutti fare qualcosa, nel rispetto dei nostri ruoli – conclude Gregorini – per attivare iniziative utili a favorire l’accesso dei giovani al mondo del lavoro. In particolare riteniamo che sia necessario incentivare e semplificare la normativa sulle assunzioni e rafforzare il rapporto scuola-lavoro, orientando i percorsi formativi dei vari livelli verso professioni che garantiscano l’effettiva occupabilità e settori che negli anni hanno saputo sviluppare reale offerta di lavoro”.

 

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