Dieci punti per riequilibrare la manovra

La CNA illustra ai sindaci di Ostra e Serra dé Conti il decalogo delle priorità per affrontare la crisi economica ed avverte: “non aggravate la situazione ritoccando le imposte locali o introducendo altri balzelli”

SENIGALLIA – I gruppi dirigenti della CNA Senigalliese si sono riuniti ieri sera alla presenza di due sindaci che guidano due importati comuni della Vallata del Misa, Ostra e Serra dé Conti, per affrontare i contenuti della manovra finanziaria licenziata di recente dal Governo ed adottare ogni correttivo necessario per scongiurare ulteriori aggravi a carico delle imprese e dei contribuenti, liberando al contempo viceversa risorse da destinare alle imprese virtuose.
Serata positiva ed appuntamento decisamente stimolate per le continue interazioni e un aperto dibattito su tutti i temi che toccano da vicino il tessuto economico della vallata, fatto dal manufatturiero in crisi di identità, dal commercio piuttosto asfittico, dai servizi che arrancano e con l’edilizia in forte rallentamento. Il giudizio pesante e inflessibile rispetto ad una manovra finanziaria è stato condiviso e rimarcato da tutti i presenti e dagli stessi sindaci che non hanno nascosto il loro malessere di amministratori di fronte all’esiguità di risorse disponibili unitamente ai rigidi vincoli e ai crescenti impegni e competenze a loro carico.
Massimiliano Santini, segretario di zona, ha esaminato i contenuti del provvedimento, evidenziando le incongruenze e le storture di una manovra, che seppur viziata dalla fretta per le pressioni internazionali, appare agli occhi degli operatori economici decisamente inopportuna e scriteriata, soprattutto in questa fase storica molto complessa, in cui anziché imprimere fiducia alle imprese e stimolare i consumatori, si è voluto deprimere il mercato e punire gli interlocutori istituzionali prossimi al territorio. “Naturalmente proprio quest’ultimo aspetto ci preoccupa, poiché se da un lato condividiamo le preoccupazioni dei sindaci, dall’altro non possiamo tollerare ulteriori vessazioni fiscali per le imprese, pena l’eventuale mobilitazione di intere categorie economiche”.
I quattro Presidenti di zona hanno teso una mano alle amministrazioni, manifestando ampia disponibilità nel confrontarsi prima di adottare misure scomode e impopolari per le categorie economiche già nella stesura del bilancio preventivo 2012, chiedendo l’adozione di tavoli di monitoraggio della dinamiche socioeconomiche ed illustrando un decalogo di interventi volti a liberare risorse per contenere i vuoti di bilancio e rilanciare il bacino economico.
I dieci punti “scaccia crisi” sono 1). la razionalizzazione delle risorse e l’ottimizzazione delle spese puntando sulle unioni comunali, 2). la lotta incessante all’evasione, elusione e ogni forma di lavoro irregolare, 3). l’alienazione dei contenitori pubblici, 4). lo snellimento burocratico ricorrendo allo strumento dell’autocertificazione, 5). la detassazione degli investimenti (IRAP e IRES), 6). la detassazione del lavoro dipendente a cominciare dai giovani, 7). il rilancio delle opere pubbliche, 8). la graduale liberalizzazione del mercato, governata con criterio e non selvaggia, 9). l’introduzione di una chiara politica energetica territoriale, 10). l’introduzione di misure a sostegno dell’intrapresa aziendale innovativa e a tutela delle professionalità artistiche ed artigianali.     

 

CA ZONA SENIGALLIA

 

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