Decreto Sostegni: tanta attesa… quanta la delusione

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La CNA Agroalimentare di Ancona esprime fortissima delusione per il decreto Sostegno: dopo mesi di attesa fondi inadeguati e troppe aziende escluse; le speranze si spostano su comuni e Regione Marche perché concedano contributi a fondo perduto ad un settore ormai disperato.

 

ANCONA – Un decreto atteso per mesi, sospeso dopo la crisi di governo e uscito con uno stanziamento estremamente insufficiente. Se da una parte il provvedimento del governo Draghi aveva finalmente superato i codici Ateco, prendendo a riferimento le perdite di fatturato, dall’altra ha fissato una soglia non elastica, escludendo imprese che avevano una diminuzione poco inferiore al 30%.

Questo il giudizio della CNA Agroalimentare della Provincia di Ancona: molte le testimonianze di soci fortemente delusi dal provvedimento. Un provvedimento che suscita dubbi e rabbia, in particolare sulla considerazione che il nuovo governo ripone nel settore Horeca nazionale. Molte aziende ricordano che il comparto è numericamente consistente sul territorio nazionale e una crisi “di massa” di questo comparto potrebbe far nascere una reazione a catena, coinvolgendo anche altri pezzi del sistema: dai fornitori fino al sistema bancario. Uno scenario che necessità di interventi più importanti di quelli messi in campo finora dal governo.

La CNA Agroalimentare provinciale fa quindi appello a Regione e comuni perché intervengano con fondi perduti rivolti ai settori maggiormente colpiti dalla crisi.

“Se il governo sembra non curarsi di noi, ma solo delle grandi imprese, non ci resta che farci aiutare da comuni e Regione: abbiamo bisogno di un aiuto subito, un aiuto a fondo perduto che ci permetta di arrivare alla ripartenza, un aiuto simile a quello messo in campo con la piattaforma 210 – commenta Andrea Moroni, coordinatore della CNA Agroalimentare provinciale di Ancona Molti soci del settore Horeca sono allo stremo, la liquidità che ha permesso di non avere perdite superiori al 30%, una beffa che non ci permette neanche di accedere alle già misere risorse messe a disposizione dal governo, è stata accumulata mesi fa, in piena estate. Quella liquidità è finita da molto tempo, abbiamo pagato affitti e bollette. Ora siamo chiusi da mesi, l’asporto non riesce assolutamente a reggere le nostre attività e tra poco ci ritroveremo a pagare la liquidità presa in prestito – Conclude Moroni – Il rischio concreto è quello che la crisi dell’Horeca si diffonda anche ad altri settori, mettendo in difficoltà l’intero sistema”.

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