Decreto semplificazioni: “Contrari a liberalizzazione del subappalto e contratto unico di cantiere”

Governance del PNRR, semplificazioni su autorizzazioni ambientali, efficientamento energetico, transizione digitale e appalti pubblici: questi i temi approfonditi nel corso dell’audizione sul decreto semplificazioni delle associazioni di rappresentanza, tra cui CNA, con le due commissioni riunite della Camera, Affari Costituzionali e Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici. Per CNA è intervenuto Claudio Giovine, direttore della Divisione economica e sociale di CNA.

CNA apprezza la volontà del Governo di rendere più snella e veloce la macchina pubblica per realizzare la mole di investimenti prevista nel Piano Nazionale di ripresa e resilienza. È ai limiti del paradosso, tuttavia, la necessità di interventi legislativi straordinari per realizzare opere in tempi congrui, sottolineando che il provvedimento contiene interventi complessi ed eterogenei.

Su alcune misure CNA esprime critiche e riserve, confidando in correzioni nel corso dell’iter parlamentare. In particolare sulle modifiche al codice appalti con la liberalizzazione del subappalto che rischia di premiare imprese prive di capacità organizzativa, che trasferiscono sulle più piccole responsabilità ed oneri di cui dovrebbe farsi carico direttamente l’impresa aggiudicataria. “Si condanna il mondo della micro e della piccola impresa ad un ruolo di subalternità rispetto alle poche grandi imprese rimaste, peraltro, prive di effettiva capacità realizzativa”.

CNA inoltre critica l’introduzione dell’obbligo per il subappaltatore di garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali, riconoscendo ai lavoratori il trattamento economico e normativo previsto per il contraente principale, compresa l’applicazione del medesimo CCNL. “E’ una norma che, di fatto, impone il contratto unico di cantiere, comprimendo il principio costituzionale della libertà sindacale e in netto contrasto con l’art. 1322 del Codice Civile in materia di autonomia contrattuale”. Disposizione “ancor più inaccettabile e incomprensibile per i CCNL dell’artigianato, sottoscritti con le organizzazioni sindacali più rappresentative”.

Quanto alla riduzione delle stazioni appaltanti, CNA segnala come prevedibile criticità l’accorpamento degli appalti e il conseguente innalzamento degli importi a base di gara. Un’evidente insidia per le piccole e medie imprese la cui partecipazione diventerebbe molto più difficoltosa, se non impossibile.

Sul Superbonus 110% “apprezziamo l’estensione della platea dei beneficiari ai servizi socio-sanitari e assistenziali. Tuttavia, segnaliamo la necessità di ricomprendere gli immobili strumentali all’attività d’impresa, così come il settore turistico-ricettivo per consentire alle strutture di qualificare ulteriormente l’offerta e migliorare la competitività”.

A giudizio della CNA occorre una maggiore semplificazione delle procedure mentre preoccupano alcune disposizioni come “la mancanza di chiarezza della norma per quanto attiene agli effetti che potrebbero scaturire in capo all’impresa che abbia eseguito i lavori, inconsapevolmente, su immobili oggetto di difformità. Sarebbe preferibile attribuire tempi certi per l’accesso agli atti, accelerando i processi amministrativi, e permettere di sanare eventuali piccole difformità che emergessero anche in corso d’opera”.

Leggi qui  il comunicato stampa.

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