Dall’Europa la prima norma al mondo sull’Intelligenza Artificiale

L’UE, riconoscendo il ruolo strategico dell’innovazione digitale per l’intero sistema socio – economico, ha scelto di guidare la trasformazione digitale rafforzando la propria sovranità digitale e stabilendo degli standard, nell’ambito del programma politico del decennio digitale europeo.

La transizione digitale prevede nuove opportunità per le imprese che implementeranno l’Intelligenza artificiale (AI).

Cosa è l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è l’insieme di tecnologie in rapida evoluzione che può portare notevoli vantaggi in vari settori:

  • sanitario
  • agricolo
  • istruzione
  • infrastrutture
  • energia
  • trasporti e logistica
  • servizi pubblici
  • sicurezza
  • giustizia
  • efficienza energetica e delle risorse
  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Le soluzioni di AI potranno

  • diminuire le barriere esistenti e ridurre la frammentazione del mercato interno
  • sostenere l’economia digitale europea e la sua competitività
  • contribuire anche alla sicurezza, all’incolumità, all’istruzione, all’assistenza sanitaria, ai trasporti e all’ambiente.

L’approccio europeo per lo sviluppo digitale si basa su tre pilastri principali tramite i quali l’Europa garantirà ai cittadini, alle imprese e ai governi il controllo sulla trasformazione digitale.

Tecnologia al servizio delle persone

  • investimenti nelle competenze digitali per tutti gli europei
  • protezione delle persone dalle minacce informatiche (hacking, ransomware, furto di identità)
  • garanzia che l’Intelligenza Artificiale sia sviluppata in modo da rispettare i diritti delle persone e guadagnare la loro fiducia
  • accelerazione della diffusione della banda ultra larga nelle case, nelle scuole e negli ospedali in tutta l’UE
  • espansione della capacità di supercalcolo dell’Europa per sviluppare soluzioni innovative per la medicina, i trasporti e l’ambiente

Economia digitale equa e competitiva

  • facilitazione per lo sviluppo di una vivace comunità di start-up e piccole imprese innovative tramite accesso ai finanziamenti
  • rafforzamento della responsabilità delle piattaforme online proponendo una legge sui servizi digitali
    e chiarendo le norme per i servizi online
  • previsione di norme dell’UE adatte all’economia digitale
  • garanzia si una concorrenza leale di tutte le imprese in Europa
  • aumento dell’accesso a dati di alta qualità garantendo al contempo la protezione dei dati personali e sensibili

Società aperta, democratica e sostenibile

  • utilizzo della tecnologia per aiutare l’Europa a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050
  • riduzione delle emissioni di carbonio del settore digitale
  • maggiore controllo e protezione dei propri dati da parte dei cittadini
  • creazione di uno ” spazio europeo dei dati sulla salute ” per promuovere la ricerca, la diagnosi e il trattamento mirati
  • lotta alla disinformazione online e promuovere contenuti multimediali diversificati e affidabili

Europa come leader globale

  • diventare un modello di ruolo globale per l’economia digitale
  • sostenere le economie in via di sviluppo nel passaggio al digitale
  • sviluppare standard digitali e promuoverli a livello internazionale
    Servono più fiducia e regole più chiare

Al fine di consentire all’Europa di sfruttare al massimo il potenziale dell’IA, è emersa quindi la necessità di una legislazione sull’IA incentrata sull’uomo ed in grado di

  • stabilire un quadro normativo affidabile
  • attuare standard etici
  • sostenere i posti di lavoro
  • contribuire a costruire un'”IA made in Europe” competitiva
  • influenzare gli standard globali. 

“AI Act”

Il Regolamento Europeo sull’intelligenza artificiale “AI Act” approvato il 14 giugno scorso dal Parlamento europeo è il testo normativo più avanzato al mondo sull’intelligenza artificiale.

Le nuove regole stabiliscono obblighi per fornitori e utenti a seconda del livello di rischio derivante dall’intelligenza artificiale. 

I sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nell’UE dovranno essere:

  • sicuri, trasparenti, tracciabili, non discriminatori
  • rispettosi della privacy e dell’ambiente
  • supervisionati da persone, anziché dalla sola automazione, per evitare conseguenze dannose

Il regolamento, che articolerà la sua disciplina secondo un approccio basato sui rischi derivanti dall’utilizzo di sistemi di IA, porrà alcuni paletti per:

  • il riconoscimento facciale e l’identificazione biometrica
  • la manipolazione comportamentale
  • la polizia predittiva
  • il riconoscimento delle emozioni.

Per fine anno potrebbe arrivare approvazione finale dall’Europa, per un’entrata in vigore nel 2024.

Fonti: Parlamento Europeo e Commissione Europea

Per maggiori informazioni o contatti – Servizio Privacy e Cyber Security

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