Chi arriva a un corso CREAImpresa porta con sé qualcosa che nei manuali di economia non si trova: un’idea che lo tiene sveglio la notte, una competenza che vorrebbe finalmente mettere a frutto, una voglia di cambiare che ha già aspettato abbastanza. Il nostro compito, in questi mesi, è stato trasformare quella energia in qualcosa di solido.
L’edizione 2026 ha toccato quattro città: Senigallia, Jesi, Fabriano, Ancona. Quindici persone per sede, profili diversissimi per età, esperienza e settore. In aula sono arrivate idee di ogni tipo: servizi digitali, prodotti artigianali, progetti nel benessere, nella meccanica, nella moda, nel turismo, nella consulenza.
Abbiamo costruito il percorso attorno a quattro temi. Il primo riguarda l’idea stessa: capire se regge, a chi si rivolge, perché qualcuno dovrebbe sceglierla. Il secondo modulo ha affrontato il progetto d’impresa: struttura, costi, modello economico. Il terzo ha riguardato il marketing, inteso capacità di costruire un’offerta riconoscibile e di portarla sul mercato nel modo giusto. Il quarto ha riguardato l’accesso al credito e gli strumenti di finanza agevolata.
Abbiamo voluto che il percorso fosse dislocato nei territori per una ragione precisa. Fabriano, Jesi, Senigallia e Ancona hanno storie imprenditoriali diverse, vocazioni diverse, reti diverse. Una diversità che è una ricchezza, e un corso che si svolge in un’unica sede centrale tende a perderla.
Le Marche hanno una storia imprenditoriale lunga e profonda. Sono una regione che ha costruito il proprio benessere sul lavoro delle piccole imprese, sulla capacità di trasformare competenze manuali in prodotti riconosciuti fuori dai confini regionali. Quella storia non si ripete automaticamente: va trasmessa, aggiornata, alimentata con strumenti nuovi. CREAmpresa prova a fare esattamente questo.
Giacomo Mugianesi,
Referente Credito CNA Ancona
