Cresce l’occupazione, ma quale tipo? Pesa l'incognita legata al Decreto Dignità

di Massimiliano Santini – Direttore CNA Territoriale Ancona
Secondo l’Osservatorio Lavoro della Cna, tornano a crescere, in Italia,  le assunzioni nelle pmi: in un anno occupati a +3%, con assunzioni a +11,7%.
Complessivamente, l’aumento su base annua dell’occupazione nell’artigianato, le micro e le piccole imprese è stato spinto dai nuovi contratti a tempo determinato (+29%), dal lavoro intermittente (+25,2%) e dall’apprendistato (+19,8%).
I dati istat sull’occupazione totale in Italia, viceversa, dicono che l’economia sta rallentando e che le assunzioni sono calate nell’ultimo mese.
Dobbiamo dedurne che le piccole imprese tengono meglio delle grandi? Anche qui i dati ci dicono che negli ultimi 10 anni abbiamo perso 300mila imprese artigiane. A questa certezza preoccupante si affianca una grande incognita: quella del Decreto Dignità.
Con tale Decreto il legislatore ha reintrodotto l’obbligo di causale per le assunzioni con contratto a termine che superino i 12 mesi e ha ridotto il termine di durata massima da 36 a 24 mesi. Un provvedimento che potrebbe frenare la trasformazioni di posti di lavoro da temporanei a permanenti e quindi privilegiare i contratti a tempo determinato.
Tra le altre misure, merita approfondimenti quella che mira a colpire la delocalizzazione che va ovviamente combattuta se tende ad impoverire il territorio.
Penalizza le imprese anche l’aumento del risarcimento per licenziamento illegittimo, mentre appoggiamo l’introduzione di voucher, se correttamente utilizzati, per turismo e agricoltura.
Questi interrogativi ci accompagneranno probabilmente per tutto il periodo delle ferie estive.
A settembre speriamo di avere risposte positive.
 

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