Craft Surfing si chiude alla Planettiana di Jesi: le botteghe marchigiane come spazi vivi di cultura e relazione

Si è conclusa venerdì 5 giugno alla Biblioteca Planettiana di Jesi la seconda edizione di Craft Surfing, il progetto di CNA realizzato con il contributo della Regione Marche che anche in questa edizione ha attraversato tutte e cinque le province marchigiane, coinvolgendo quattordici imprese artigiane in un percorso di scambio, ospitalità e contaminazione creativa tra discipline e territori diversi.
 
Tra febbraio e marzo 2026 il progetto ha toccato Chiaravalle, Fermo, Pesaro, Mogliano e Ascoli Piceno, con artigiani ospitanti che hanno aperto le proprie botteghe a colleghi provenienti da altri luoghi della regione. Sartorie, ceramisti, restauratori, orafi, costruttori di fisarmoniche: mestieri diversi che si sono incontrati fisicamente, nello stesso spazio, con tutto quello che un incontro del genere porta con sé.
L’evento conclusivo ha scelto come sede la Planettiana non per caso: un archivio di sapere tramandato, come sono le botteghe artigiane.
 
Il pomeriggio ha avuto più registri, tutti coerenti con l’anima del progetto. Valeria David, Maestra Artigiana e ideatrice di Craft Surfing, ha guidato una riflessione sui percorsi d’arte che hanno accompagnato le tappe (dalla Manifattura Tabacchi di Chiaravalle alla Pinacoteca di Fermo, dal Museo Civico di Pesaro con la mostra dedicata a Ferruccio Mengaroni fino al Centro storico di Ascoli Piceno) mostrando come il dialogo tra arte e manifattura non sia una sovrastruttura culturale aggiunta al progetto, ma uno dei suoi assi portanti.
 
Stefania Giuliani, l’altra ideatrice, ha presentato Il Posto Fisico, il giornale illustrato che raccoglie e racconta l’intera esperienza, concentrandosi sulla bottega come luogo concreto: crocevia di incontri, di saperi e di storie. All’evento ha partecipato in collegamento l’artista Freak of Nature, il cui progetto SFITTO (interventi artistici che trasformano negozi vuoti e attività abbandonate in spazi di riflessione civica) ha introdotto una prospettiva inattesa ma coerente: quella di chi guarda agli spazi lasciati vuoti dall’economia per restituirli alla relazione con la comunità.
 
La riflessione di più ampio respiro è arrivata da Lucrezia Ercoli, filosofa e direttrice artistica di Popsophia, docente di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il suo intervento, Saper Fare. Filosofia dell’artigianato contemporaneo, ha messo a fuoco qualcosa che Craft Surfing porta con sé sin dalla prima edizione: nell’era dell’intelligenza artificiale, il saper fare artigiano non è un residuo del passato da preservare, ma un presidio attivo di unicità, autenticità e pensiero incarnato.
 
A chiudere il pomeriggio, un momento musicale che era esso stesso una dimostrazione. Il Maestro liutaio Giuseppe Quagliano ha messo a disposizione uno dei violini costruiti nel suo laboratorio di Jesi. A suonarlo è stata la Maestra Lucia Coacci, diplomata al Conservatorio di Pesaro, con una selezione di brani dal Seicento al Novecento.
 
“Craft Surfing ha dimostrato che le botteghe artigiane, quando si aprono, generano relazioni e valore che non si producono in nessun altro modo – spiega Lucia Trenta, coordinatrice del progetto per CNA Ancona –. In questa seconda edizione il progetto è cresciuto, ha allargato il territorio e ha trovato linguaggi nuovi per raccontare un patrimonio che è ancora vivo e che merita di continuare a esserlo.”

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