Contro il virus l’Alto Adige ha il suo modello

Test salivari “a tappeto” a Bolzano e nel relativo comprensorio, per via dell’elevata mobilità in entrata e uscita dalla città e della forte densità abitativa; un sistema premiale “Patente Covid Free” che consenta agli imprenditori ed ai lavoratori negativi di far ripartire le attività chiuse e la definizione degli aiuti economici. Sono alcune delle proposte elaborate da Rete Economia-Wirtschfatsnetz (il coordinamento tra CNA-SHV, Confesercenti, Coopbund e CooperDolomiti) che si è riunita dopo il confronto tra parti sociali e il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, sulle misure previste dalla prossima ordinanza per l’emergenza Covid-19.

Rete Economia-Wirtschaftnetz, nella lettera inviata al presidente della Provincia e all’assessore all’economia, sottolinea come sia “fondamentale definire cosa accadrà a chi risulterà positivo al test salivare, pur se asintomatico, ovvero se verrà sottoposto a test molecolare, se andrà in quarantena e per quanti giorni, in che modo verranno giustificati i giorni di assenza dal lavoro tra l’eventuale positività al test salivare e la conferma con quello molecolare”.

L’operazione dovrebbe essere sostenuta da una campagna informativa adeguata. “Il messaggio da far passare – afferma il coordinatore di RE-WN, Claudio Corrarati – è che tutti sosteniamo il lockdown duro, a patto che dopo il 28 novembre si torni il più possibile alla normalità, pur se con le necessarie limitazioni e accortezze”.  In questo contesto si inserisce l’idea di un sistema premiale: “Sarebbe molto interessante – evidenza Corrarati – sviluppare un sistema ‘Patente Covid Free’, che consenta ai titolari di impresa, ai lavoratori ed ai potenziali clienti risultati negativi al test di poter riaprire le attività economiche e circolare liberamente”.

Secondo Rete Economia-Wirtschaftnetz “la certezza di aiuti economici e integrazioni salariali, unita a un quadro normativo che cristallizzi tutto per 14 giorni, agevolerebbero l’adesione massiva ai test salivari. Ci si attende, infine, un piano pandemico a breve termine con screening di massa a cadenza regolare e misure progressive da far scattare man mano che cresce o diminuisce il contagio, compreso l’adeguamento flessibile del sistema sanitario”.

Questo articolo Contro il virus l’Alto Adige ha il suo modello è stato pubblicato su CNA.

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