Contratti di lavoro, arriva il Codice unico

Si è svolto oggi presso la sede della CNA Nazionale un seminario di approfondimento sul Codice unico della contrattazione collettiva nazionale, un codice alfanumerico istituito dal Decreto semplificazioni per rispondere alle esigenze di razionalizzazione e trasparenza della contrattazione collettiva.

L’istituzione del Codice si inserisce in un percorso fortemente condiviso dalla CNA che anche in passato ha collaborato con l’Inps e il Cnel per la sistematizzazione dei codici contrattuali.

Razionalizzazione e trasparenza, infatti, sono valori fondamentali per il sistema sindacale e di contrattazione collettiva. Consentono, infatti, di tracciare una linea di demarcazione tra i contratti che effettivamente sono espressione del pluralismo sindacale e delle dinamiche della negoziazione e quanti, invece, sono sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività, che alterano gli equilibri del mercato e che finiscono per creare una vera e propria concorrenza sleale a scapito di imprese e lavoratori.

Circa un milione e mezzo sono i lavoratori coperti dalla regolamentazione giuridica dei Ccnl sottoscritti dalla CNA.

Al seminario sono intervenuti Filippo Pagano, della Direzione centrale entrate dell’Inps, che ha illustrato le ragioni, i fini e il metodo dell’introduzione del Codice alfanumerico; il professore Michele Faioli, consigliere esperto del Cnel, che ha messo in luce l’importanza del Codice per i temi della rappresentatività e dell’efficacia della contrattazione collettiva, anche in considerazione dell’attuale dibattito sulla contrattazione collettiva “di qualità”; Maurizio De Carli, responsabile del dipartimento Relazioni sindacali CNA.

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