Conciliare la salute con l’economia

Purtroppo il Covid continua a tenere banco nella discussione mediatica, politica e popolare, a corredo dei bollettini che aprono i notiziari per aggiornarci sull’infausta e preoccupante crescita dei contagi, ma anche dei tamponi fatti e purtroppo anche delle terapie e dei morti. Quest’ultimo dato, che a marzo ci avrebbe fatto dormire sonni tranquilli, oggi con una prospettiva stagionale avversa e il ricordo di ciò che abbiamo trascorso, rende tutto più terribilmente preoccupante.

Al di là della visione e previsione del virologo di turno, la CNA è solita attenersi ad una valutazione imparziale ed oggettiva della situazione che rileva e ravvisa presso coloro che sono chiamati a “tirare la carretta” anche in situazioni avverse, sapendo che bisogna fare la propria parte nel rispettare e far rispettare i protocolli, tenendo un comportamento serio e rigoroso per scongiurare quella parola che suona perfino più minacciosa del coprifuoco notturno, perché ha portato la nuova ondata di recessione, ovvero lo spettro di un nuovo lockdown.

I nostri imprenditori impegnati in tutti i settori l’hanno capito e pare che anche il Premier con l’ultimo Dpcm abbia compreso che prima di confinarci in casa vi sono strade meno invasive nella vita personale e professionale delle nostre comunità e soluzioni graduali che debbono poter contare, ma anche trovare, senso di responsabilità collettiva in ciascuno di noi, perché in questa battaglia non ci sono colori, bandiere, ideologie, generazioni e condizioni sociali, il virus mette in discussione sia la salute degli anziani quanto il futuro dei giovani. Dunque la CNA invita i suoi associati a fare la propria parte e al tempo stesso ricorda come l’Associazione abbia già avanzato con spirito pratico ameno tre proposte per contrastare il riacutizzarsi del fenomeno, ovvero: 1). rafforzare la rete dei trasporti attraverso l’utilizzo dei pullman turistici privati; 2). utilizzare tutti gli alberghi vuoti per migliorare l’assistenza domiciliare (vedi esempio senigalliese promosso dalla Caritas); 3). gestire in maniera controllata e contingentata la presenza degli studenti nelle aule, in forza del principio che il rischio del contagio per i nostri figli non inizia quando entrano in classe, ma quando escono dalla scuola.

In sostanza la CNA ribadisce la necessità di non lasciarsi andare anche in questa seconda ondata ad una chiusura indiscriminata, ma viceversa operare in maniera chirurgica, intervenendo laddove non si riesca a mantenere la distanza minima tra le persone e punire severamente chiunque non rispetti le regole.

ASSOCIATI