CONAI, il secondo aumento consecutivo scatena la protesta delle imprese

CNA riceve l’accorato appello di alcune sue associate e denuncia i criteri alla base della scelta
Se noi imprenditori potessimo aumentare i prezzi per ripianare i bilanci, saremmo maghi”. E’ questo uno dei tanti, significativi, sfoghi giunti alla Cna da parte di alcune sue imprese associate che in questi giorni si sono viste recapitare la comunicazione del Conai (consorzio obbligatorio per il recupero degli imballaggi) con la quale si annuncia il secondo aumento consecutivo in due anni del contributo dovuto.
A sollevare gli animi degli imprenditori tenuti al pagamento del contributo ambientale per gli imballaggi in plastica e vetro, le motivazioni (lettera in allegato) con cui il Conai stesso spiega tale aumento (per imballaggi in plastica da 150 euro/ton a 188 euro/ton e per quelli in vetro da 17,82 euro/ton a 20,80 euro/ton). “Siamo allibiti”, dichiara senza mezzi termini Marco Tiranti, presidente provinciale Cna, che continua: “Ma si può mandare una lettera in cui si scrive che dato che il Conai è in perdita l’imprenditore deve pagare di più? O ancora, che dato che al sud è aumentata la differenziata, con conseguente aumento dei rifiuti di imballaggio in plastica ritirati e selezionati, tutti devono pagare di più?”.
In sostanza, il Conai asserisce in primo luogo che il peggioramento qualitativo del rifiuto ha innalzato i costi (motivazione espressa anche nel 2013 per l’aumento). “E’ allora necessario – prosegue Marco Tiranti – che il Conai investa per migliorare il rifiuto, attraverso campagne di sensibilizzazione e soprattutto attraverso politiche incentivanti per coloro che selezionano il rifiuto in maniera ottimale”.
In secondo luogo il Conai giustifica l’aumento anche con lo sviluppo della raccolta degli imballaggi nel sud del Paese. “Siamo coscienti che abbiamo bisogno di una politica di solidarietà tra le varie regioni – conclude Tiranti dando voce a tutte le imprese del sistema Cna – ma è altrettanto evidente che il pagamento della raccolta deve avvenire in proporzione ai rifiuti prodotti… chi più produce rifiuti, più paga! Un principio sacrosanto che non deve essere messo in discussione, altrimenti il rischio è di pesare economicamente su coloro che già pagano in proporzione”.
 
UFFICIO STAMPA: DANIELA GIACCHETTI

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