Commercio: contributi e bandi illustrati dalla CNA

Riccardi (CNA): “La Regione Marche eroga un contributo del 15% sulle spese sostenute, ma servono più fondi per incentivare gli imprenditori ad investire e competere in un mercato sempre più compromesso da un calo di consumi e da una disoccupazione crescente”
 
Commercianti e ristoratori di Ancona si sono incontrati lunedì sera in Cna per conoscere i contributi messi a disposizione dalla Regione Marche.
“Il periodo che stiamo attraversando – spiega Andrea Riccardi, segretario della Cna di Ancona – è molto difficile, ma dato che le imprese cercano di differenziarsi e di competere nel mercato, è indispensabile fare il possibile per agevolarle e organizzare momenti di confronto. Durante l’incontro sono state poste molte domande da parte degli imprenditori sull’entità dei finanziamenti, i criteri di valutazione, i tempi in cui presentare la documentazione necessaria per accedere ai contributi”.
L’appuntamento promosso da Cna e Fidimpresa Marche è servito proprio a spiegare le opportunità legate al credito e a mettere a confronto le singole esperienze.
I bandi della Regione in materia attualmente due: uno con scadenza il 30 giugno e uno con termine 31 luglio 2014.
Gli interventi del primo bando sono destinati a tutte le imprese del commercio e pubblici esercizi ed hanno come oggetto spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2013 su attrezzature, arredi, ristrutturazione, manutenzione e ampliamento dei locali, mentre il bando che scade il 31 luglio è riservato alle imprese del commercio non alimentare presenti sul mercato da almeno 5 anni e prevede anche un contributo per l’acquisto di scorte.
“Durante l’incontro – aggiungono Alessandro Righi e Gabriele Bruzzesi di Fidimpresa – sono stati rassicurati i presenti che diffidavano sulla facilità di accesso a contributi pubblici. Dalle nostre esperienze possiamo infatti affermare che molti commercianti e titolari di pubblici esercizi di Ancona negli anni passati hanno usufruito di queste opportunità”.
La Cna di Ancona avanza alle Istituzioni la richiesta di aumentare i fondi, visto che nel primo bando sono stati stanziati solamente 650 mila euro, mentre per il secondo le risorse disponibili sono circa 390 mila euro; tuttavia, riconosce l’importanza di tali bandi, utili per rafforzare la struttura del tessuto economico locale e spingere gli imprenditori ad investire e confrontarsi con più forza verso un mercato compromesso da un crescente calo dei consumi e da un forte tasso di disoccupazione.
 

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