Come leggere la bolletta di luce e gas: guida al risparmio sui costi

Per capire come risparmiare sulle bollette di luce e gas, come prima cosa è necessario saper leggere una bolletta.
Da alcuni anni l’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha definito dei parametri per rendere la bolletta più semplice e per questo si parla di “bolletta 2.0”.

Considerando varie delibere e integrazioni che si sono succedute in questi anni, anche se tra un fornitore e l’altro possono variare alcune diciture, la bolletta si articola nelle seguenti voci:

  • Spesa per la materia energia
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore
  • Spesa per oneri di sistema
  • Altro (eventuali ricalcoli, altre partite, bonus sociale, canone RAI, ecc.)
  • Imposte e IVA

Spesa per la materia energia

È l’unica voce che differisce tra un fornitore e l’altro e quindi, per risparmiare, si può abbassare solo la spesa riferita alla materia energia, elettrica o gas che sia. All’interno di questa voce di spesa troviamo la spesa per la materia prima, il dispacciamento, la commercializzazione e la componente di dispacciamento.

Il prezzo si divide in 2 voci principali:

Quota fissa o di commercializzazione
Rappresenta un costo fisso che spesso nei contratti di fornitura viene descritto come un costo annuale per POD (se parliamo di energia elettrica) o per PDR (se parliamo di gas naturale) e può variare da pochi euro fino anche a oltre 100 € mensili.

Quota materia prima
Rappresenta un costo variabile collegato al consumo e solitamente nei contratti di fornitura viene espresso in €/kWh per l’energia elettrica e €/smc per il gas naturale.

Analizzare quest’ultima voce in particolare, è importante per mettere a confronto i prezzi, perché, in base al consumo, il costo totale della bolletta può cambiare significativamente.

Il prezzo della quota energia può essere fisso o variabile. Nel caso del prezzo fisso è chiaro da subito quale sarà il prezzo finale a kWh o a smc, mentre per quello variabile bisogna sapere le componenti della formula “materia prima + spread”.

Energia elettrica

La formula per determinare il prezzo variabile della materia prima per l’energia elettrica è la seguente: PUN + spread.

PUN è un acronimo che sta per Prezzo Unico Nazionale, ed è il prezzo all’ingrosso pagato da fornitori. Varia se si prende in esame il PUN medio o il PUN a fasce, ma è comunque lo stesso per qualsiasi fornitore. Per controllarne il valore in tempo reale, basta digitare su qualsiasi motore di ricerca le parole “PUN oggi” e controllarne il prezzo.

Lo spread invece, scritto nei preventivi in modi anche molto diversi tra loro, cambia da azienda ad azienda, talvolta sensibilmente, ed è la voce più importante da tenere in considerazione quando si valuta un cambio da un fornitore all’altro, perché può passare, ad esempio, da 0,09 a 0,01, che, tradotto in €, per un ristorante che consuma 40.000 kWh all’anno può voler dire 3.200€ annui.

Per quanto riguarda il prezzo fisso, quello scritto nei preventivi non prevede questa formula esplicitamente, ma sarà stata già calcolata dal fornitore che, dando un valore al potenziale prezzo dei successivi mesi e avendo aggiunto lo spread, propone al cliente un prezzo invariabile valido, solitamente, per i successivi 12 mesi.

Gas naturale

La formula per il prezzo della materia prima variabile per il gas naturale è la seguente: PSV + spread.

PSV è un acronimo che sta per Punto di Scambio Virtuale ed è il principale indice utilizzato per determinare il prezzo del gas. Esistono anche altri indici, come il TTF (Title Transfer Facility), che rappresenta la quotazione del gas nella borsa di Amsterdam e che spesso viene preso in esame quando, nei telegiornali o in qualche articolo, si parla genericamente di “prezzo del gas”, ma, ad oggi, la quasi totalità dei fornitori utilizza il PSV per il prezzo delle bollette del gas naturale. Per controllarne il valore in tempo reale, basta digitare su qualsiasi motore di ricerca le parole “PSV oggi” e controllarne il prezzo.

Lo spread invece, scritto nei preventivi in modi anche molto diversi tra loro, cambia da azienda ad azienda, talvolta sensibilmente, ed è la voce più importante da tenere in considerazione quando si valuta un cambio da un fornitore all’altro, perché può passare da 0,25 a 0,08, che, tradotto in €, per un albergo che consuma 14.000 smc all’anno può voler dire 2.380€ annui.

Per quanto riguarda il prezzo fisso, quello scritto nei preventivi non prevede questa formula esplicitamente, ma sarà stata già calcolata dal fornitore che, dando un valore al potenziale prezzo dei successivi mesi e avendo aggiunto lo spread, propone al cliente un prezzo invariabile valido, solitamente, per i successivi 12 mesi.

Spesa per il trasporto e la gestione del contatore

È l’importo, uguale per tutti i fornitori, che corrisponde ai costi sostenuti dal distributore per il trasporto della materia prima fino al contatore del cliente, per la gestione del contatore e per la lettura dei consumi. È divisa in varie voci, in parte fisse e in parte variabili.

Per l’energia elettrica è necessario controllare in particolare la quota potenza: se questa quota è sbilanciata rispetto ai bisogni reali, si avrà un costo fisso più alto perché se, ad esempio, il picco di assorbimento fosse di 9 kW e la quota potenza impegnata di 15 kW, ogni mese si pagherebbe per 15 pur avendo una necessità inferiore; se però, in questo particolare caso, l’esigenza di avere 15 kW fosse reale ma circoscritta ad un solo mese all’anno, allora sarebbe meglio aumentare la quota potenza così da pagare il reale picco di potenza anziché costantemente quella impegnata.

Per il gas naturale quello che può comportare una spesa inutilmente alta è la classe del contatore, contraddistinta dalla lettera G con, a fianco, un numero che identifica la portata nominale del gas: più è alto, più la spesa è alta. Un ufficio dovrebbe avere un contatore G4 come un’abitazione, mentre un ristorante G10 come un condominio. Una classe da G16 in su è per i consumi industriali.

Spesa per oneri di sistema

Sono costi stabiliti dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, divisi in fissi e variabili, e sono uguali con qualsiasi fornitore.

Per quanto riguarda l’energia elettrica sono divisi in 2 voci in base all’utilizzo:

  • ASOS: oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione CIP 6/92
  • ARIM: rimanenti oneri generali (Incentivazione della produzione tramite rifiuti non biodegradabili, messa in sicurezza del nucleare, ecc)

Per quanto riguarda il gas comprende varie componenti:

  • RE (risparmio energetico)
  • UG2 (compensazione dei costi di commercializzazione)
  • UG3 (recupero oneri di morosità per gli esercenti i servizi di ultima istanza)
  • GS (bonus gas), pagata solo dai condomini con uso domestico

Altro

In questa voce, che non varia di prezzo in base al fornitore, possono finire varie spese, tra cui:

  • eventuali ricalcoli dovuti ad esempio a letture sbagliate o a letture di conguaglio
  • altre partite
  • bonus sociale
  • canone RAI
  • interessi di mora
  • applicazione o restituzione del deposito cauzionale

Ogni voce di questo elenco, esplicativo ma non esaustivo, potrebbe avere una voce a sé nella bolletta in base al fornitore.

Imposte e IVA

Comprende le voci relative all’imposta di consumo (accisa) e all’imposta sul valore aggiunto (IVA). Sia le accise che l’IVA possono variare in base all’utilizzo. I clienti domestici hanno entrambi questi valori agevolati.

Per le imprese invece per avere accisa o IVA agevolata su luce e gas è necessario fare domanda al fornitore che, in base alla presenza di alcuni requisiti, applicherà queste diminuzioni. Tutti gli artigiani, ad esempio, hanno diritto all’accisa agevolata sul gas, mentre le imprese agricole e quelle che hanno un determinato codice ATECO hanno l’iva sull’energia elettrica al 10% anziché al 22%.

Consigli utili

Questi confronti tra fornitori sono possibili solo con un preventivo in mano, mentre sono impossibili da fare al telefono, quindi il primo consiglio utile è di non accettare mai un preventivo offerto telefonicamente, perché, per quanto possa sembrare allettante, chi lo propone può dimenticare un particolare importante, che può determinare una differenza anche sostanziale tra un fornitore e l’altro.

Se si conosce il nome dell’offerta proposta o si vuole cercare un nuovo fornitore di energia elettrica e gas naturale, l’ARERA ha messo a disposizione un portale ad hoc: www.ilportaleofferte.it
Tramite questo portare è possibile confrontare tra loro le offerte o cercarne una nuova. Le offerte presenti sono però spesso attivabili solo on-line. Per un confronto faccia a faccia con qualcuno è bene segnarsi il nome del fornitore e poi recarsi di persona presso un punto vendita e chiedere tutte le delucidazioni possibili.

Riguardo alla scelta del prezzo, se fisso o variabile, molto dipende dalle previsioni per il futuro, perché ovviamente fissare il prezzo di energia o gas mentre gli indici di riferimento sono in salita porterebbe un notevole risparmio; viceversa se il mercato è in calo meglio affidarsi ad un prezzo variabile. Queste previsioni però da metà 2021 sono praticamente impossibili da fare, in quanto il prezzo ha subìto e subisce ancora oscillazioni imprevedibili. Esplicativo è quanto successo a settembre 2023, quando uno sciopero in Australia legato al GNL (Gas Naturale Liquefatto, che sta sostituendo sempre di più il Gas Metano), ha fatto rialzare il prezzo del gas del 16% in poche ore nella borsa di Amsterdam.

Il modo migliore per avere un prezzo contenuto come quello variabile ma sicuro come quello fisso è aderendo ad un gruppo d’acquisto o ad un consorzio o ad una Unione di Acquisto Energetico come quella di CNA.

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