CNA e Sindaci delle aree interne: sviluppo infrastrutturale imprescindibile per il nostro territorio, fate presto!

Mercoledì 17 aprile si è svolto un incontro presso il Comune di Fabriano, fortemente voluto dalla CNA, nel quale erano presenti Daniela Ghergo, Sindaco di Fabriano, Maurizio Greci, Sindaco di Sassoferrato, Marco Filipponi, Sindaco di Genga e David Grillini, Sindaco di Cerreto D’Esi, accompagnato dalla sua vice Michela Bellomaria, insieme a Marco Silvi e Maurizio Romagnoli, rispettivamente Responsabile sindacale e Presidente della CNA di Fabriano e Area Montana.

L’occasione si è rivelata particolarmente utile per avere un confronto franco e dettagliato sulle questioni infrastrutturali viarie che riguardano le aree interne della provincia di Ancona. Associazione di categoria e primi cittadini, a margine dell’incontro, si sono trovati concordi nel redigere una nota condivisa, sottoscritta da tutti i presenti, anche in vista di un prossimo incontro che la CNA ha intenzione di organizzare alla presenza di Francesco Baldelli, Assessore alle infrastrutture della Regione Marche, per fare il punto sullo stato dell’arte dei lavori in esecuzione e programmazione e per comprendere le opportunità di finanziamento di ulteriori progetti di sviluppo nel sistema viario del territorio montano.

Di seguito la nota condivisa da CNA e Sindaci: “In un contesto nel quale i Comuni dell’area montana si trovano a dover affrontare con sempre maggiori difficoltà un andamento demografico non favorevole, al quale si aggiunge un saldo tra chiusure e aperture di nuove imprese purtroppo diffusamente a favore delle prime (basti pensare che nel saldo registrato nel 2023, rispetto all’anno precedente, i Comuni dell’area montana riportano un – 8,2% di media contro il dato dell’intera Provincia di Ancona fermo ad un – 6,2%, dati del centro studi CNA) la CNA e i Sindaci di Fabriano, Sassoferrato, Genga e Cerreto D’Esi esprimono piena soddisfazione per la recente apertura del tratto di Pedemontana tra Matelica nord e Castelraimondo nord così come per lo stanziamento di ulteriori 96 milioni nel nuovo contratto di programma approvato dal Governo per realizzare il primo stralcio della Fabriano-Sassoferrato nel tratto Fabriano est-Fabriano ovest.

Il completamento dell’intera tratta che unirà Fabriano con Muccia, i cui lavori auspichiamo possano concludersi i prossimi mesi, rappresenta la realizzazione di un asse viario fondamentale per collegare agevolmente l’area montana sia con il resto della regione che con la vicina Umbria. Necessario procedere spediti, auspicando il più possibile tempi certi, anche con la realizzazione dell’asse Fabriano-Sassoferrato, tale opera risulta vitale per cittadini e imprese sassoferratesi che, come successo lo scorso anno con i lavori sulla provinciale Berbentina e le contestuali chiusure del tratto della Gola di Frasassi, in determinate situazioni rischiano un intollerabile ed insostenibile isolamento.

Per quanto riguarda i lavori del raddoppio ferroviario Orte-Falconara, Sindaci e CNA concordano sull’assoluto valore strategico dell’opera, ritenuta assolutamente imprescindibile per garantire i collegamenti sulla direttrice est-ovest, tanto per i cittadini quanto soprattutto per le aziende che necessitano oggi prioritariamente di velocizzare i processi logistici, rimangono però interrogativi circa i fondi per il lotto tra Castelplanio e Serra San Quirico e soprattutto per quanto riguarda la programmazione dei lavori nei tratti Fabriano-Foligno e Spoleto-Terni per i quali non sono ancora previste tempistiche definite. Senza una decisa velocizzazione di progetti e cantieri nel settore umbro, anche il raddoppio in territorio marchigiano rischia di risultare poco utile alle esigenze dei nostri territori che non possono più permettersi di aspettare qualche decennio per vedere completati ed efficienti gli assi viari nord-sud ed est-ovest, il rischio è infatti quello di poter disporre in futuro di km e km di ottimo asfalto e magari di rotaie ad alta velocità, i quali però attraverseranno paesi che avranno ormai perso tanti altri cittadini e tante altre imprese in quello che rimarrebbe un territorio di passaggio tra epicentri distanti.”

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