CNA Balneari: a chi conviene la direttiva Bolkestein?

Evitare le procedure selettive è possibile, se la risorsa non è scarsa e quindi vi è ancora disponibilità per nuove iniziative imprenditoriali. A maggior ragione se la concessione è sorta prima della direttiva Bolkestein. Inoltre, tener conto del valore aziendale e degli investimenti dell’impresa.  Sono questi alcuni dei punti affrontati nel corso dell’evento “Spiagge: riforma delle concessioni. Le istanze CNA e gli emendamenti in campo” che si è svolta oggi in modalità virtuale. Ad aprire i lavori, presentando le proposte della Confederazione, Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneari, mentre Roberto Angelini, del dipartimento Relazioni istituzionali e Affari legislativi CNA, ha illustrato le proposte emendative all’attenzione del Parlamento. Sabina Cardinali, presidente nazionale CNA Balneari, ha concluso l’evento, nel corso del quale sono intervenuti gli onorevoli Umberto Buratti, Stefano Fassina e Riccardo Zucconi. Presenti anche i senatori Massimo Mallegni, Francesco Mollame e Mario Turco.

Balneari e concorrenza

Nel corso dell’incontro, come CNA Balneari abbiamo sottolineato la necessità di procedere a una mappatura del demanio marittimo, da porre al centro della riforma che il Parlamento si appresta a licenziare nell’ambito della legge per il mercato e la concorrenza. Necessario anche verificare, secondo quanto riportato nel disegno di legge sulla concorrenza, la sussistenza della disponibilità del bene per nuove iniziative imprenditoriali. Inoltre si è ribadita l’importanza di definire una sorta di doppio binario per garantire alle imprese attualmente titolari di concessioni, che abbiano investito nell’attività, una proroga adeguata. Proroga necessaria a continuare l’attività e superare la scadenza dell’efficacia delle concessioni prevista per il 31 dicembre 2023, come previsto dalla sentenza del novembre scorso del Consiglio di Stato.

Sulla nostra proposta c’è stata la convergenza dei parlamentari intervenuti.

Salvaguardare imprese e lavoratori della filiera

“E’ necessario scongiurare l’impatto sociale ed economico che si andrà a riversare su decine e decine di migliaia di piccole imprese turistiche e ricreative interessate dal provvedimento che sancisce la fine delle concessioni al 2023” così Tomei, che ha evidenziato la necessità di tutelare il sistema turistico costiero sorto nella sua vasta e complessa articolazione prima del recepimento della direttiva servizi nel nostro ordinamento e che include oltre ai balneari anche le imprese  della ristorazione, della ricettività, del commercio e della nautica. Senza escludere quelle del cosiddetto terzo settore tra cui circoli nautici, associazioni sportive e del volontariato.

Dal canto suo la presidente di CNA Balneari, Sabina Cardinali, ha sostenuto la necessità di intervenire con un provvedimento che garantisca continuità alle attuali imprese anche per non vanificare un’offerta turistica di eccezione e penalizzare l’intero sistema Paese, proprio nel momento in cui il rilancio sui mercati internazionali è di vitale importanza” ha concluso.

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