“Che impresa la mia vita”: una storia di libertà e riscatto, dal Brasile all’Italia

Una quotidianità frenetica e piena di impegni, un’attività che procede a gonfie vele, 12 dipendenti e centinaia di clienti e amiche che ogni giorno si affidano al centro estetico di Sandra Gouveia per la cura della propria bellezza.

Quella che, in apparenza, potrebbe sembrare la storia di un’imprenditrice che ha fatto il suo percorso in maniera lineare, cela delle fragilità e dei risvolti che vale la pena raccontare. Nasce così “Che impresa la mia vita”, il primo libro di Sandra Aparecida Gouveia, di nazionalità brasiliana ma ormai ascolana d’adozione, che ha scelto di raccontarsi in un’autobiografia per mettere in luce la sua voglia di libertà e di riscatto, ma soprattutto presentarsi con l’energia e il sorriso che da sempre caratterizzano il suo percorso umano e professionale.

«Ho vissuto dieci vite in una – scherza Sandra – e per questo ho scelto la via dello storytelling per far conoscere alla mia clientela chi sono veramente. Ho avuto un’infanzia molto difficile: a 4 anni sono stata rapita e da lì ho affrontato una serie di difficoltà, che oggi ho deciso di rivelare, per le persone che frequentano la mia attività».

Sandra Aparecida Gouveia presenterà il suo libro “Che impresa la mia vita” sabato 25 novembre, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, presso la libreria Gira e Volta di Jesi, a partire dalle 18:00.

«Con la sua determinazione, il suo coraggio e la sua lungimiranza, Sandra incarna i valori che da sempre la CNA rappresenta – afferma Anna Fenucci presidente della CNA Impresa Donna di Ancona – un percorso imprenditoriale di successo, fatto di sacrifici ma ricco di soddisfazioni. Prendendo spunto delle esperienze e degli insegnamenti contenuti nel libro di Sandra continueremo a lavorare affinché le donne possano realizzarsi nel mondo dell’impresa, seguendo il suo esempio e quello delle altre imprenditrici che ogni giorno tengono alto il nome della CNA con tenacia e passione».

Aprire un’attività propria presenta degli ostacoli, burocratici, logistici e relazionali, che a un certo punto del percorso possono sembrare insormontabili. Tuttavia, per alcune donne mettersi in proprio diventa sinonimo di libertà: “Siamo consapevoli che tra le molte forme di violenza, quella economica risulti la più pervasiva e subdola – dichiara Elisabetta Grilli, Responsabile CNA Impresa donna di Ancona – e che il legame fra violenza e dipendenza economica dal proprio partner è concretamente uno dei motivi più ricorrenti che trattiene le donne all’interno di una relazione violenta”.

Una indipendenza economica e una solida formazione culturale sono decisivi per la lotta alla violenza e per una maggiore consapevolezza dei propri diritti. CNA Impresa Donna offre un sostegno attivo all’indipendenza economica, che diventa leva per contrastare la violenza di genere e tutelare le vittime di questa piaga sociale.

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