Caro pane, la denuncia di CNA Agroalimentare

Un calo della produzione di farina che sta portando a dei rincari su pane e pasta che a Natale potrebbero arrivare oltre il 20% di incremento dei costi. I motivi sono ambientali e climatici, ma anche speculativi. Infatti, CNA Agroalimentare – come spiega il servizio andato in onda sabato 25 settembre sul TG di TV2000 – denuncia  che sono in atto vere e proprie speculazioni sul mercato internazionale, con preoccupante ripercussione sui bilanci delle famiglie già investite dagli aumenti delle bollette di luce e gas.  Per questo motivo CNA Agroalimentare ha preparato un documento di analisi sul problema con relative proposte rivolte al Mipaaf per individuare azioni utili a rilanciare le imprese del settore.

“Siamo di fronte ad uno scenario che ci porterà ad un aumento su tutti i prodotti panificati: pane, pasta, dolci  – sottolinea Alberto Amedei, portavoce nazionale Dolciari e Panificatori CNA, intervistato per Radio inblu  – causato dal difficile reperimento del grano italiano e internazionale, ma anche di olii e grassi vegetali. Aumenti che saranno già reali e concreti dalle prossime settimane. Come CNA abbiamo chiesto l’intervento del ministro Patuanelli, ma non è una situazione che possiamo fronteggiare come singoli operatori, bisogna che ci sia un intervento del Governo che possa calmierare gli aumenti con un’azione simile a quella fatta per le bollette di gas ed energia. Anche perché questa situazione, a lungo andare potrebbe portare anche ad una variazione occupazionale, in termine di posti di lavoro”.

 

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