Le lavoratrici dipendenti madri di due figli, con il più piccolo fino a 10 anni e con reddito entro i 40mila euro, riceveranno a dicembre 2025 un bonus una tantum di 480 euro (40 euro per ciascun mese, moltiplicati per 12). L’importo sarà pieno solo per chi avrà lavorato tutto l’anno; in caso contrario sarà calcolato in proporzione ai mesi di attività.
La misura, introdotta dal decreto Economia (Dl 95/2025, articolo 6), si somma alle nuove detrazioni Irpef che dal 2025 hanno sostituito il taglio al cuneo fiscale. Tuttavia, il beneficio complessivo risulta meno vantaggioso rispetto alla decontribuzione applicata nel 2024.
Un esempio pratico: per una lavoratrice con retribuzione lorda di 1.800 euro, il sostegno nel 2025 (bonus più detrazioni) vale 1.224 euro, contro i 1.980 euro ottenuti nel 2024. In termini di stipendio netto mensile, si passa da 1.567 euro del 2024 a 1.504 euro nel 2025.
Estensione alle lavoratrici autonome
Dal 2025 il bonus viene esteso anche alle autonome madri di due o più figli, con le stesse regole: 40 euro al mese, erogati in un’unica soluzione a dicembre. La misura diventerà strutturale dal 2026, sotto forma di riduzione parziale dei contributi.
Le modalità di richiesta saranno definite dall’Inps entro settembre. Sia per dipendenti che per autonome la domanda sarà telematica, ma restano da chiarire le procedure operative di erogazione.
Madri con tre o più figli
Per le lavoratrici dipendenti con almeno tre figli (fino ai 18 anni del più piccolo) resta valido, anche nel 2025 e nel 2026, l’azzeramento dei contributi a carico della lavoratrice fino a 3.000 euro annui, senza limiti di reddito, se assunte a tempo indeterminato (legge 213/2023, articolo 1, comma 180). Negli altri casi, anche queste lavoratrici rientreranno nel bonus mensile di 40 euro.
Cosa accade dal 2026
Dal 2026 entrerà in vigore la misura prevista dalla legge di Bilancio 2025 e rinviata dal Dl Economia: una riduzione parziale dei contributi Inps per madri di due o più figli con reddito fino a 40mila euro.
L’esonero sarà valido fino al decimo anno di età del figlio più piccolo.
Dal 2027, per le madri con tre o più figli, si estenderà fino al diciottesimo anno di età del figlio minore.
Tuttavia, eventuali modifiche potranno essere introdotte con la legge di Bilancio 2026, ancora in fase di elaborazione.
