Carburante fuori controllo e imprese al limite: CNA FITA, insieme a UNATRAS, chiede al Governo misure immediate e concrete per salvaguardare il settore
Il costo del carburante mette in ginocchio l’autotrasporto italiano. UNATRAS, l’organismo unitario di cui CNA FITA fa parte e che rappresenta oltre il 90% delle imprese del settore, annuncia il fermo nazionale dalle 00:01 del 25 maggio alle 24:00 del 29 maggio 2026.
Da mesi la categoria denuncia una situazione ormai insostenibile: il gasolio ha superato i 2 euro al litro sulla rete ordinaria, con prezzi ancora più alti in autostrada. Per ogni veicolo pesante l’aumento si traduce in un extracosto che può arrivare fino a 9.000 euro l’anno.
Numeri che stanno spingendo migliaia di imprese fuori mercato. Le aziende lavorano in perdita e non hanno più margini per reggere nuovi rincari.
Secondo UNATRAS, le misure adottate finora dal Governo non hanno prodotto effetti concreti. Anche il taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è stato rapidamente assorbito dai continui aumenti alla pompa. Per questo la mobilitazione è stata confermata. La richiesta al Governo è netta: basta risposte interlocutorie, servono subito misure compensative reali per fronteggiare l’esplosione del costo del carburante. L’autotrasporto è un asse portante dell’economia nazionale. Senza interventi immediati, il rischio è compromettere la tenuta di un settore essenziale per la distribuzione delle merci e per l’intero sistema produttivo del Paese.
UNATRAS e CNA FITA auspicano ora l’apertura di un confronto serio, capace di riconoscere il valore strategico della categoria e di dare finalmente risposte concrete alle imprese.
