Autotrasporto: incontro con il governo e decisione sul fermo dei tir

È il momento decisivo per il settore dell’autotrasporto. Oggi, venerdì 22 maggio il Governo ha convocato le associazioni di categoria per scongiurare il fermo dei tir proclamato da Unatras, il coordinamento unitario che riunisce le principali sigle del comparto – tra cui Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Lega Coop, Fai e Confcooperative.

La serrata è stata fissata dal 25 al 29 maggio, ma l’esito del confronto con l’Esecutivo sarà determinante per stabilire se il fermo verrà confermato. Per questo motivo, sabato 23 maggio alle ore 15, la presidenza regionale e le presidenze territoriali di Cna Fita Marche si riuniranno ad Ancona, presso la sede di Cna Marche in via Sandro Totti 4/A (zona Baraccola), per valutare i risultati dell’incontro con il Governo e decidere il da farsi.

“Se dall’incontro del 22 maggio – afferma il presidente di Cna Fita Marche, Luca Settimi – non arriveranno quei provvedimenti indispensabili per consentire la sopravvivenza delle nostre imprese, saremo costretti a fermarci per cinque giorni. I nostri camion resteranno nelle autorimesse e non consegneremo le merci, con disagi enormi per tutto il sistema economico e produttivo”.

Il rischio, evidenzia Settimi, riguarda l’intera filiera: dalla possibile mancanza di prodotti sugli scaffali dei supermercati fino alle ripercussioni per le attività produttive che dipendono dal trasporto su gomma.

Cna Fita Marche sottolinea inoltre come le imprese del settore stiano affrontando una situazione economica sempre più critica. Nelle Marche sono oltre 3.000 le aziende di autotrasporto, molte delle quali da mesi operano in perdita, riuscendo a trasferire solo in minima parte l’aumento dei costi lungo la filiera logistica.

“Parliamo – prosegue Settimi – di circa 1.100 euro in più al mese per ogni mezzo, una crescita dei costi che sta creando gravi problemi di liquidità e che i provvedimenti finora adottati dal Governo hanno solo in parte attenuato”.

A incidere in maniera determinante è stato l’aumento del prezzo del gasolio: il 23 febbraio 2026 il carburante costava 1,70 euro al litro, salito poi a una media di 1,93 euro a marzo (+13,85%) e a 2,10 euro ad aprile (+23,80%).

Per affrontare l’emergenza, Unatras ha avanzato richieste precise al Governo, tra cui:

  • uno stanziamento immediato di 500 milioni di euro per compensare l’impennata dei costi;
  • la riduzione da 60 a 10 giorni del silenzio assenso per accedere al credito d’imposta sulle accise;
  • la sospensione temporanea dei versamenti contributivi e previdenziali;
  • interventi strutturali per rafforzare la clausola di adeguamento delle tariffe al costo del carburante.

“Abbiamo invitato i nostri associati – conclude Settimi – a manifestare il proprio disagio mantenendo i mezzi fermi, evitando blocchi stradali o altre forme di protesta. Allo stesso tempo chiediamo la collaborazione delle forze dell’ordine nei punti critici della rete viaria, per garantire la sicurezza”.

La decisione definitiva sul fermo del settore è attesa al termine della riunione del 23 maggio ad Ancona, che rappresenta un passaggio cruciale per il futuro dell’autotrasporto marchigiano e nazionale.

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