Ascoli Piceno chiede un progetto per rilanciare il Centro Italia

I dati non lasciano spazio all’immaginazione. Nel Piceno le imprese di tutti i settori – commenta Francesco Balloni, direttore della CNA di Ascolistanno diminuendo costantemente da dieci anni, con picchi di criticità nelle costruzioni e nel manifatturiero. Ci troviamo di fronte a delle scelte non più rinviabili e che vanno affrontate in maniera unitaria e sinergica, ovvero, comprendendo che da problematiche come sisma, infrastrutture, Covid-19, in territori già facenti parte dell’area di crisi, se ne esce solo sviluppando al meglio le risorse che vanno intercettate attraverso il Recovery Fund con un Recovery plan da presentare all’Europa entro aprile 2021″.

Il Centro studi della CNA delle Marche ha elaborato per la provincia picena i dati su iscrizioni e cessazioni delle imprese di tutti i settori nei primi nove mesi del 2020. In valori assoluti i numeri farebbero pensare a una sostanziale tenuta ma la CNA di Ascoli rimarca come la tendenza sia negativa da ormai un decennio. Un saldo col segno meno determinato principalmente da un numero minore di cessazioni più che da un aumento delle nuove iscrizioni di imprese all’albo.

I dati mostrano, infatti, che nel territorio piceno le iscrizioni nei primi nove mesi del 2020 sono diminuite del 2%. A questo elemento si aggiunge un ulteriore fattore: le cessazioni, che nello stesso periodo sono scese del 28%. “Una eroica tenuta di micro e piccole imprese – precisa Luigi Passaretti, presidente della CNA di Ascoli Piceno – ovvero il 28% in meno di chiusure, a fronte di un meno 22% di nuove aperture”.

Grande preoccupazione – aggiunge il direttore Balloni – per il terzo trimestre e almeno per tutto il 2021. Oggi ci troviamo, infatti, di fronte ad un Dpcm che fino a inizio dicembre porta con sé nuove restrizioni che limitano, in primis, commercio e ristorazione ma che sta mettendo in ginocchio anche artigiani e imprese dell’artigianato artistico e della moda”.

Per la CNA Picena adesso è arrivato il momento di ricorrere ad azioni forti e ancora più incisive sviluppando un progetto serio e ambizioso che aiuti il Centro Italia a rialzarsi.

Ricostruzione delle aree colpite dal sisma attraverso un piano di aiuto e valorizzazione, sostegno a progetti, anche eco-sostenibili, che diano la giusta spinta alle imprese, sapendo coniugare le grandi peculiarità attrattive che contraddistinguono un territorio unico come quello piceno. Queste sono solo alcune delle priorità per la regione Marche. Una regione che sconta troppi problemi irrisolti da troppi anni.

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