Aprire la Partita IVA. Scopri tutto in 15 minuti [Guida definitiva 2023]

Questo articolo è stato aggiornato il 05 gennaio 2023 con le importanti novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023

Aprire una Partita Iva è il primo passo per diventare imprenditori. Se sei arrivato qui è perché da giorni stai pensando di fare questo salto. Prima di tutto noi di CNA vogliamo rassicurarti: non c’è d’aver paura! Anche se può sembrare qualcosa di difficile o di rischioso. Artigiani, commerciati, liberi professionisti, freelancer sono tutti imprenditori e in Italia sono circa 5 milioni di persone. Per tutti il primo passo è stato aprire la propria Partita IVA.

 

Questo articolo vuole spiegarti tutto quello che c’è da sapere sull’apertura della Partita IVA in 15 minuti e 1000 parole. Perché quando si vuole diventare imprenditori, il tempo diventa una risorsa strategica.

Perché non aprire la Partita IVA

La prima domanda da porsi è sempre “perché?” e qui vogliamo spiegartelo partendo dai motivi per cui è meglio non aprire una partita IVA.

Questa scelta è infatti determinante e può incidere sul successo o il fallimento del proprio progetto.

Ti sconsigliamo l’apertura della partita IVA se:

  • Inizi ora ad avvicinarti ad una professione o ad un mestiere. In questa fase è meglio scegliere le ritenute d’acconto.
  • Non hai ancora fatto un business plan. Sapere costi e ricavi del proprio business è fondamentale.
  • Se non conosci tutti i costi diretti e indiretti.  È un passo importante, meglio non avere brutte sorprese. Qui trovi un articolo dedicato ai costi della Partita IVA.

Ok. Se non sei ancora scappato, significa che sei veramente interessato a come aprire una partita Iva.

Leggi con attenzione questa guida e prendi la tua decisione con consapevolezza.

Noi di CNA sappiamo bene quanto sia difficile questa scelta, siamo una comunità di 600 mila imprenditori, puoi fidarti.

Come scegliere il regime fiscale

Come scegli il tuo regime fiscale

La prima decisione importante da prendere quale regime fiscale adottare. Scegliere è semplice.

Pensi di fatturare più di 85.000€ all’anno, sei socio di società di persone, sei dipendente con un contratto superiore ai 30.000€? Allora dovrai scegliere la strada della contabilità ordinaria o semplificata.

Se invece non hai queste caratteristiche allora la strada giusta che fa per te è una partita IVA a regime forfettario.

Le caratteristiche del regime forfettario

Di che si tratta? È un’importate agevolazione fiscale soprattutto per coloro che sono all’inizio del proprio percorso imprenditoriale, per giovani professionisti e per tutti gli imprenditori che prevedono dei ricavi contenuti (almeno all’inizio).

Con il regime forfettario si pagano meno tasse e c’è meno burocrazia.

Non c’è IVA, le aliquote sono ridotte dal 5% al 15% e i costi vengono determinanti in maniera forfettaria attraverso uno specifico coefficiente di redditività applicato al fatturato annuo.

È una grande opportunità per chi apre la Partita IVA nel 2023 e vuole subito essere competitivo sul mercato.

Alla luce anche delle importanti novità introdotte con la legge di Bilancio 2023, che puoi scoprire nel paragrafo dedicato all’interno di questo articolo

Leggi la guida completa sul regime forfettario.

Non sbagliare il codice ATECO 

Dopo aver scelto il regime fiscale più giusto per il proprio progetto, è il momento di trovare il proprio codice ATECO. Può sembrare una scelta banale, ma commettere un errore in questa fase può significare pagare più tasse o addirittura non poter svolgere a pieno la propria attività.

Per esempio, se sei un grafico, il tuo codice ATECO per lavorare come freelance è:

74.10.29: Altre attività dei disegnatori grafici – grafica pubblicitaria, illustratore

Oppure se sei un consulente di marketing il codice ATECO corretto è:

70.22.09 – Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale

O se il tuo sogno è fare il promotore commerciale o agente di commercio devi stare molto attento a cosa scegli, perché esistono diversi tipi di Codice ATECO. Ad esempio:

46.19.01 – Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno.

66.19.21 – Promotori Finanziari

66.22.02 – Agenti di Assicurazioni

Il codice ATECO (ATtività ECOnomica) è infatti quel numero che classifica la propria impresa e la propria professione, permette all’Agenzia delle Entrate, all’INPS, all’INAIL e alla Camera di Commercio di sapere che lavoro fai e quindi farti pagare le tasse sulla base della tua attività.

Per esempio, se scegli il regime forfettario il tuo coefficiente di redditività sulla base del quale verranno calcolate le imposte, varia a seconda del codice ATECO da un 40% fino a 86%.

Sapere tutto sui codici ATECO è importante prima di aprire una Partita IVA. Conosci il sistema di individuazione del codice ATEC dell’Istat? Scoprilo qui.

I costi fissi di una partita IVA 

Avere una Partita IVA è sostanzialmente gratuito, ma ha comunque dei costi fissi, a prescindere dalla mole di fatturato generato, dal tipo di contabilità che si sceglie, dal codice ATECO che si adotta come ad esempio la tenuta della contabilità (con CNA o con un commercialista) e il software per la fatturazione elettronica (obbligatoria per tutti dal 1 luglio 2022).

A questi si aggiungo, a seconda delle tipologia di impresa, come i diritti della Camera di Commercio.

Conoscere tutti i costi diretti e indiretti per una Partita IVA è fondamentale.  

A caccia di bandi ed incentivi

Molto spesso esistono degli importanti incentivi per le persone che scelgono di avviare un’attività. Bandi, agevolazioni, finanziamenti che permettono di iniziare al meglio la propria impresa.

Nelle Marche per esempio c’è il bando della Regione Marche “Creazione di impresa” che finanzia in maniera importante e a fondo perduto l’apertura delle nuove attività. Scorpi il bando attraverso il progetto “Crea Impresa” di CNA.

bandi, incentivi, finanziamenti partita iva

Oppure il Ministero dello Sviluppo economico ha avviato uno specifico fondo per le imprese femminili.

Esistono anche fondi e contributi delle singoli comuni dedicati a chi apre una nuova partita IVA e deve fare degli investimenti.

Ricercare questi bandi e queste opportunità prima di aprire la propria partita IVA è fondamentale.

Scopri i bandi attivi per le nuove imprese nelle Marche e in Provincia di Ancona, iscriviti alla newsletter di CNA dedicata alla finanza agevolata. 

Artigiano, commerciante, o professionista. Scegli il modulo giusto

Arrivati a questo punto, per aprire la Partita IVA basta scegliere il modello giusto da trasmettere all’Agenzia delle Entrate.

Se sei un professionista o “ditta individuale” (come ad esempio un grafico, un copywriting, un fisioterapista) ma anche se sei un artigiano (come parrucchiere,  tatuatore o pizzaiolo) devi avvalerti del modello AA9/12.

Fare la procedura da soli e online

La trasmissione del modello corretto all’Agenzia delle Entrate, può essere fatto in autonomia da chiunque entro 30 giorni dall’avvio dell’attività attraverso appositi pacchetti software forniti dall’Agenzia delle Entrate per la predisposizione dei file da trasmettere, nonché il software di controllo per la verifica di congruenza dei file da inviare con le specifiche tecniche pubblicate.

Oppure puoi recarti in uno degli Uffici dell’Agenzia delle Entrate o inviare tutto per raccomandata con ricevuta di ritorno. In entrambi i casi con il documento di riconoscimento.

Forfettario 2023. Cosa cambia

La Legge di Bilancio 2023, approvata il 29 dicembre 2022, ha introdotto importantissime novità per quanto riguarda il regime fiscale forfettario. In particolar modo la “finanziaria” innalza da 65.000 a 85.000 euro la soglia di accesso e permanenza nel regime forfettario.

Definita, a volte impropriamente, come “Flat Tax”, tale modifica è sancita dalla modifica del comma 54, dell’articolo 1, della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), che istituisce per gli esercenti attività d’impresa e arti e professioni un regime forfetario di determinazione del reddito da assoggettare a un’unica imposta sostitutiva di quelle dovute con aliquota al 15 per cento.

Tale modifica innalza quindi a 85.000 euro il tetto massimo dei ricavi conseguiti o compensi percepiti nell’anno precedente per accedere al regime forfettario agevolato.

Ma non solo. Nel caso in cui si superi la soglia di ricavi di 85.000 euro ma rimanendo dentro il limite dei 100.000 euro, l’uscita dal regime forfettario non sarà immediata, bensì avverrà a partire dall’anno successivo. Mentre le agevolazioni del regime forfettario termineranno immediatamente per coloro che avranno maturato compensi o ricavi superiori ai 100 mila euro, senza aspettare l’anno fiscale seguente.

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