Appalti pubblici: 36mila stazioni appaltanti con comportamenti diversi

Le gare di appalto rappresentano, per le piccole e medie imprese italiane, una vera e propria scalata. Non a caso, infatti, l’Osservatorio nazionale sulla burocrazia di CNA ha deciso di intitolare “Appalti pubblici. L’Everest delle piccole imprese”, il IV Rapporto sulla burocrazia, che è stato presentato venerdì 24 marzo nella sede di CNA Grosseto alla presenza di molti rappresentanti delle istituzioni e delle principali stazioni appaltanti della provincia di Grosseto.

“Abbiamo organizzato questa iniziativa di confronto tra imprese e istituzioni molto partecipata – ha detto Anna Rita Bramerini, direttore di CNA Grosseto – per favorire la consapevolezza, da parte di tutti i soggetti coinvolti, delle difficoltà che le piccole imprese incontrano nella partecipazione alle gare di appalto pubbliche”. L’economia generata dal mercato degli appalti pubblici rappresenta il 13% del Pil europeo. In Italia, nel 2021, l’importo totale degli affidamenti sopra i 40mila euro è stato di 199,4 miliardi di euro, con un aumento del 6,6% rispetto al 2020 e del 13,4% rispetto al 2019.

“Cifre importanti – ha spiegato Marco Capozi, responsabile Relazioni istituzionali di CNA nazionale e coordinatore dell’osservatorio burocrazia – che danno la misura di quanto il settore pubblico può essere di impulso per la tenuta della nostra economia che è fatta di tante piccole e medie imprese, che continuano ad avere, però, evidenti difficoltà ad accedere a questo tipo di procedure. I dati elaborati dall’Osservatorio nazionale della Cna, che ha analizzato oltre 1000 procedure di gare portate avanti in 28 città italiane, dimostrano come il 67% delle procedure sia prerogativa delle imprese di maggiori dimensioni: il mercato, infatti, è concentrato per oltre due terzi su bandi di importo superiore a 5 milioni, e di questi, la fetta più ampia è sopra i 25 milioni”. Decisioni che non favoriscono, quindi, la partecipazione delle Pmi: “Si ha la sensazione che il Paese con un maggior patrimonio di piccole imprese non metta in atto politiche adatte a favorire la loro partecipazione al mercato degli appalti”, ha aggiunto il presidente di CNA Grosseto Riccardo Breda.

Secondo i dati del IV Rapporto, infatti, analizzando le classi di importo delle gare del 2021, le micro imprese, che sono oltre il 96% del totale delle imprese italiane, possono potenzialmente accedere solo al 17% del mercato degli appalti pubblici, e la quota che riescono effettivamente ad aggiudicarsi fatica a superare il 5% del valore complessivo di questo mercato.

Ad aggiungere difficoltà a questo quadro è la situazione normativa: gli interventi del legislatore che negli ultimi anni si sono susseguiti per semplificare, hanno invece comportato una stratificazione che ha reso più complesso il settore. Dal 2016, anno di promulgazione del codice degli appalti, ci sono state 813 modifiche e 17 linee guida dell’Anac.

Il IV Rapporto sulla burocrazia prende in esame il quadriennio 2018-2021 e mette in luce la complessità degli adempimenti richiesti alle imprese per partecipare alle procedure di appalto per lavori di ammontare compreso tra 150mila e 5 milioni di euro.
I dati che emergono mettono in luce le seguenti criticità: la presenza di 36mila stazioni appaltanti, che si comportano diversamente sul territorio nazionale; solo il 18% dei bandi prevede la suddivisione dell’appalto in lotti e solo 1 su 5 stazioni appaltanti motiva le ragioni della mancata suddivisione; solo 3 stazioni appaltanti su 10 garantiscono la piena trasparenza delle informazioni di gara; 4 stazioni appaltanti su 10 non pubblicano nessun dato sull’esito di gara; il 30% delle procedure si svolge ancora in modalità cartacea e possono essere presenti fino a 150 allegati al bando.

I dati del Grossetano

Analizzando i dati relativi alla provincia di Grosseto emerge come le principali stazioni appaltanti facciano fatica a suddividere in lotti gli appalti e a motivare la loro scelta. In materia di valorizzazione delle piccole imprese, 1 bando su 10 di quelli realizzati in provincia di provincia di Grosseto indicata tra i criteri premiali una sede vicina al luogo di svolgimento dei lavori. Esiste comunque una difficoltà a introdurre clausole premiali nel bando che non vengano dichiarata incostituzionali o annullate in giudizio. Sempre sul territorio, il 20% dei bandi analizzati contiene indicazioni specifiche per i consorzi di imprese artigiane. Circa la digitalizzazione e la trasparenza delle procedure di gara, 8 stazioni appaltanti su 10 usano la piattaforma Start della Regione Toscana, mentre 4 stazioni appaltanti su 10 non pubblicano alcuna dato relativo all’aggiudicazione (data di aggiudicazione, totale delle imprese che presentano le offerte, percentuale di ribasso aggiudicata, soglia di anomalia).

Le proposte di CNA per il nuovo Codice degli appalti

Per questo, durante l’incontro, sono state evidenziate anche le proposte dell’associazione degli artigiani e della piccola e media impresa per il nuovo Codice degli appalti.
In primo luogo, secondo CNA, il nuovo codice dovrà costituire un vero e proprio manuale per tutti gli operatori del settore, con regole chiare e proporzionate alla dimensione degli operatori economici.
Inoltre, è necessario semplificare il regime degli appalti sotto soglia, superando la continua assimilazione alle regole previste dalle direttive comunitarie, che sono vincolanti solo per gli appalti sopra soglia, senza continuare a penalizzare l’accesso al mercato di micro e piccole imprese. Va anche inserito un limite al diritto del subappalto.
Deve essere resa più incisiva la suddivisione in lotti da parte delle stazioni appaltanti, e va prevista una misura di tutela delle piccole imprese, anche in caso di lotto unico o di appalti con importo elevato, inserendo misure preferenziali che siano meccanismi automatici di riserva di una quota dell’appalto alle piccole imprese, su modello di quanto avviene in Francia.
Allo scopo di garantire la maggiore tutela del principio di concorrenza, mutuando l’esperienza statunitense, CNA propone di potenziare gli uffici delle stazioni appaltanti con una figura nuova, un ambasciatore delle piccole imprese, per tutelare il loro diritto di accesso alle procedure di aggiudicazione.
In più, CNA suggerisce di attivare l’interoperabilità tra le banche dati pubbliche per velocizzare i controlli sulla veridicità dei requisiti da parte degli operatori e non richiedere agli stessi informazioni già presenti nei diversi database pubblici.
L’Osservatorio ha messo in luce un deficit delle stazioni appaltanti sul versante della trasparenza, che va colmato, rendendo disponibili a tutti gli atti pre e post gara.
Altra proposta è quella di qualificare le stazioni appaltanti e professionalizzare gli operatori, oltre a favorire le forme aggregate tra imprese.
In materia di “Criteri ambientali minimi” è importante che il processo di recepimento non si trasformi in una crescita degli oneri per le piccole imprese e in un ostacolo all’accesso alle gare.
Infine, si chiede di potenziare il ruolo della cabina di regia sull’andamento della riforma del codice dei contratti con la presenza delle associazioni di categoria.

“Il nostro compito – ha detto l’onorevole Rotelli, presidente delle commissione Ambiente e infrastrutture della Camera dei Deputati – è stato quello di portare nelle commissioni parlamentari le proposte che sono arrivate dalle imprese e dai territori, traducendole in osservazioni: abbiamo audito circa 80 soggetti tra imprese, enti, associazioni, enti e altri portatori di interesse. E per quanto riguarda il nuovo Codice degli appalti, che potrebbe entrare in vigore entro la fine dell’anno, crediamo che le imprese debbano essere protagoniste, perché sono le uniche che possono creare occasioni di crescita e sviluppo, come hanno dimostrato in questi anni”.

Tutti i partecipanti all’incontro

Al confronto promosso da CNA Grosseto, al quale ha presenziato anche il prefetto Paola Berardino, hanno preso parte oltre a Breda e Bramerini, anche Mauro Rotelli, presidente della commissione Ambiente e infrastrutture della Camera dei Deputati, Simone Gheri, direttore Anci Toscana, Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto, Riccardo Ginanneschi, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Grosseto, Marco Capozi, responsabile Relazioni istituzionali di CNA nazionale e coordinatore dell’osservatorio burocrazia, Antonio Chiappini, coordinatore unione costruzioni di CNA Toscana, Isidoro Fucci, responsabile procurement. legal & compliance di Acquedotto del Fiora, Roberto Micci, responsabile del settore gare e contratti del Consorzio di bonifica 6 Toscana sud, e l’avvocato Agnese Del Nord, consulente di CNA Grosseto.

Questo articolo Appalti pubblici: 36mila stazioni appaltanti con comportamenti diversi è stato pubblicato su CNA.

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