Analisi delle dinamiche economiche della Vallesina

JESI – “Abbiano ritenuto opportuno – dichiara Nazzareno Baioni, Presidente della CNA Vallesina – attrezzarci ad affrontare il nuovo anno 2013 con una analisi delle dinamiche economiche della Vallesina dell’anno 2012 coadiuvati dal Centro Studi Sistema della CNA ed il primo dato che non ci stancheremo mai di sottolineare è che delle quasi 10.000 attività site nella Vallesina oltre il 90% del nostro sistema produttivo è caratterizzato da imprese fino a 50 addetti. Inoltre, come riportato dai dati nazionale, la Regione Marche è quella con la più spiccata vocazione all’artigianato: misurata come quota di imprese artigiane sul totale delle imprese, risulta pari al 35% (parliamo di circa 46mila imprese) ed il dato non ci sorprende visto il forte peso delle imprese della manifattura e delle costruzioni nella nostra Regione.”

Nella provincia di Ancona, tra le imprese di micro e  piccola dimensione la crisi si aggrava e torna a manifestarsi sia in un ulteriore addensarsi dei casi di imprese con attività in diminuzione (giunte al 47% dei casi) sia nell’ulteriore rarefazione di imprese con attività in crescita (solo il 15,5% dei casi). La crescente diffusione di imprese con attività in calo si ripercuote soprattutto sulla quota delle imprese con attività stazionaria, che crolla al 37,5% (superava in precedenza la metà dei casi).

“Nell’Area di Jesi – spiega il segretario CNA Elisabetta Grilli –  le cose sono andate un po’ diversamente: l’area mostra una maggiore polarizzazione del dato provinciale tra casi di miglioramento e peggioramento ma anche il dato più sfavorevole sotto il profilo del saldo tra quote di imprese in miglioramento e peggioramento (-39,4). In particolare, la quota delle imprese con attività in calo supera la metà dei casi (è pari al 54,5%) risultando così ben superiore alla quota media provinciale delle imprese in difficoltà (47,5%). Per la seconda metà dell’anno, tuttavia, le indicazioni raccolte cambiano e le attese continuano ad essere orientate in negativo ma in misura meno marcata rispetto alla prima parte dell’anno.”

Dallo studio CNA emerge che l’alleggerimento atteso per lo stato di difficoltà è più deciso nel manifatturiero dove, tuttavia, i casi di peggioramento dell’attività (29,8%) prevarranno ancora su quelli di miglioramento (22,3%). Lo squilibrio tra casi di difficoltà e di miglioramento è invece atteso rimanere elevatissimo sia nell’edilizia impianti (43,9% contro 9,8%) sia nei servizi (44,1% contro 11,9%).

Anche per l’area di Jesi, le previsioni per la seconda parte dell’anno risultano meno sfavorevoli rispetto alla prima metà del 2012: le imprese in difficoltà (che calano l’attività produttiva) calano al 42,4%, quelle in miglioramento restano pari al 15,2%. Migliora così il saldo negativo tra casi di miglioramento e di peggioramento (-27,3) che però resta uno tra  più elevati tra le sub-aree della provincia.

L’Osservatorio della Cna ha rilevato anche le quote delle imprese che hanno investito nel primo semestre 2012 e che prevedevano di investire nel secondo semestre:  mentre a livello provinciale tali quote sono previste in diminuzione tra il primo e il secondo semestre (dal 23,7% al 21,1%) invece nell’area di Jesi sono previste in crescita (dal 20,5% al 24,4%): si tratta di un importante segnale della volontà di affrontare la crisi in modo attivo da parte delle imprese dell’area.

E’ bene ricordare, prima di analizzare le dinamiche recenti nella demografia d’impresa, le caratterizzazioni dell’economia della nostra Area: in primo luogo la più forte presenza del settore primario (23,5% delle imprese attive contro 18,4% del dato provinciale), poi il minor peso del terziario (48,8% delle imprese attive contro 56,2%) e, in particolare, del commercio (21,9% contro 26,2%) e dei servizi di alloggio e ristorazione (3,9% contro 5,9%). All’inverso, nell’area si riscontra una maggior importanza relativa del settore costruzioni (15,8% contro 14,2%). 

Nell’ambito del manifatturiero, l’area si caratterizza inoltre per il ruolo più intenso del sistema moda (tessile abbigliamento e calzature) che pesa per il 2,9% contro l’1,9% della provincia; la metalmeccanica pesa in termini di numero imprese quasi allo stesso modo rispetto al dato provinciale: 3,6% contro 3,7%).

In questo contesto, è interessante osservare che il tessuto delle imprese dell’area perde unità in misura eguale al complesso della provincia (-0,4%) e che le perdite di imprese nelle costruzioni e nel primario sono in parte compensate dalla crescita del numero di imprese del terziario (+32).

Mentre perde imprese più velocemente tra le costruzioni (-3% contro -1,7 a livello provinciale) l’area ne guadagna più velocemente tra il terziario (+0,8% contro +0,4%).

Le dinamiche per comune mostrano notevoli differenze: il manifatturiero, ad esempio, perde imprese soprattutto a Jesi e Cupramontana; ne guadagna, invece, a Castelbellino e Santa Maria Nuova.

In particolare, il numero delle imprese manifatturiere dell’area si ridimensiona soprattutto tra le produzioni meccaniche che perdono 10 imprese nell’area (-8 a Jesi e -5 a Cupramontana). Crescono di numero, invece, le imprese attive del sistema moda (tessile abbigliamento calzature) che aumentano di 5 unità. Una dinamica positiva si registra anche per il numero delle imprese  operanti nei settori manifatturieri diversi da quelli più noti dove la crescita di imprese attive è pari a 8 unità.

Tra i servizi è importante segnalare l’aumento delle imprese attive nel settore trasporti (+11 unità) e degli alberghi e ristoranti (+7 unità).

“La situazione – conclude il Presidente Baioni – è quella di un grande attivismo imprenditoriale che denota voglia di fare e di reazione alla crisi ma che da solo non è sufficiente per avviare un percorso virtuoso di uscita dallo stato di crisi, necessita di una riduzione della pressione fiscale. Nessuna impresa può continuare a pagare sempre più tasse per il solo fatto di esistere, tutti noi riteniamo giusto pagare le tasse e pagarle in modo proporzionale ma dobbiamo uscire definitivamente dalla trappola in cui ci siamo infilati, fatta di grande pressione fiscale, elevato numero di controlli e alto tasso di evasione. Nelle mutate condizioni della globalità non si può competere senza un fisco capace di contrastare l’evasione e l’elusione in modo efficace e soprattutto senza un fisco che non guardi alle imprese come luoghi in cui si produce e si crea ricchezza per la comunità.”

CNA ZONA JESI E VALLESINA

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