All’Italia servono strategie e progetti, non tatticismi

“L’Europa è chiamata a chiudere in modo definitivo la stagione dell’austerità che ha prodotto risultati fortemente negativi fino a mettere in discussione la stessa sopravvivenza dell’euro”. E’ quanto scrive Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, in un editoriale sul quotidiano Il Foglio nel quale sollecita gli Stati e le istituzioni comunitarie a definire strumenti e norme coerenti con la fase complicata che il continente sta vivendo. Così la politica espansiva della BCE deve essere sostenuta da un quadro regolatorio che favorisca la ripartenza. “Le nuove regole sul default sono tra i residui tossici di quella stagione miope – scrive Silvestrini – norme concepite per prevenire i rischi patrimoniali del sistema bancario ma che finiscono per diventare una vera spada di Damocle per artigiani, imprese, famiglie e le stesse banche”.

Anche sul Recovery Fund, il Segretario generale della CNA lancia un richiamo alla politica. “L’approccio filosofico del Piano nazionale ripresa e resilienza è condivisibile. La premessa – afferma – è immaginare quale Paese vogliamo tra un decennio e le missioni-azioni per rigenerare l’Italia. In quest’ottica la sostenibilità economica, sociale e ambientale rappresenta un riferimento essenziale. Ma non va scambiata con il vero obiettivo che il Paese insegue vanamente da un ventennio: tornare a crescere a ritmi simili a quelli degli altri partner europei. Sarà questo il metro con il quale le istituzioni internazionali, i mercati finanziari ed i cittadini misureranno gli effetti del Pnrr.

Le nostre imprese stanno dimostrando una straordinaria, e forse impensabile, capacità di resistere. Alla politica chiedono di accantonare i tatticismi”.

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