A proposito di pensioni e dignità

“No a cattivi esempi come quello di Mastrapasqua”
di Maurizio Bertini *
 
La spesa previdenziale aumenta, ma molto meno dell’inflazione. E 7milioni di assegni non raggiungono i 1000 euro lordi al mese. Mentre le pensioni alte (sopra i 5mila euro) sono 210mila e quelle d’oro (superiori ai 10mila euro) sono in tutto 11mila. Sono i dati salienti della rilevazione 2012 dell’Inps sul sistema pensionistico riportati dall’Istat.
A fronte di un’inflazione al 3% e di un carrello della spesa (vale a dire i prodotti di largo consumo, quelli più alla portata di redditi bassi ed età alta) al 4,3%, nel 2012, la spesa pensionistica complessiva è aumentata solo dell’1,8%. A un ritmo, quindi, molto meno elevato di prezzi e tariffe.
Nel dettaglio, l’Istat rileva che il 42,6% dei pensionati (poco più di 7milioni di italiani) percepisce meno di 1000euro al mese; il 38,7% tra 1000 e 2mila; il 13,2% tra 2mila e 3mila; il 4,2% tra 3mila e 5mila; il residuo 1,3% oltre 5mila. Tutte le cifre si intendono espresse al lordo, anche se numerosi assegni sono di livello tanto basso da essere “incapienti”, vale a dire esenti dall’Irpef.
Le pensioni di molti italiani sono “da fame, andrebbero almeno rivalutate all’inflazione reale”. Così il Codacons commenta i dati Istat, proseguendo: “Salvo siano evasori che non hanno mai versato contributi si tratta di anziani che vivono di stenti e rinunce e che non arrivano alla terza settimana del mese. Ecco perché il governo Renzi, dopo aver dato 80 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti, utili ma non certo sufficienti a ridare capacità di spesa alle famiglie dopo oltre 12 anni di progressiva erosione, deve ora occuparsi di pensionati e disoccupati, che finora non hanno avuto nulla”.
E mentre c’è chi sopravvive a stento con una pensione media di 800 euro mensili, c’è chi fa vita da nababbo con pensioni d’oro. Vi ricordate di Mastrapasqua? Dell’ex presidente dell’Inps non si parla più. Eppure è davvero scandaloso che Mastrapasqua con più di 25 incarichi incassasse all’anno almeno 1.200.000 euro. Un presidente dell’Inps che percepisce una cifra astronomica, grazie anche alle tasse di quei pensionati che sono quasi alla fame. Avesse avuto quattro teste e tre braccia magari avremo potuto capire l’enormità della cifra intascata, e invece è un individuo normale come gli altri. Queste enormi disparità sono quanto di più ingiusto possa esistere.
Ecco perché ci appelliamo al Presidente della Repubblica Napoletano, padre di famiglia come tanti noi italiani, affinché consideri l’opportunità di intervenire per riportare equità e dignità valide per tutti.
E al presidente Renzi invece, ricordiamo che nella road map delle riforme, deve includere anche un mondo (P.Iva e pensionati) che per ora, pur essendo prevalente come impatto numerico e risvolto economico, è rimasto ai margini degli interventi annunciati.
 
 

*Responsabile CNA Pensionati Provincia Ancona

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