25 Novembre. Parola a CNA Impresa Donna

A tu per tu con Anna Elisabetta Fenucci, presidente di CNA Impresa Donna di Ancona, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione di ogni violenza contro le donne

Donna e imprenditrice. Ad Anna Elisabetta Fenucci piacciono le sfide difficili…

Direi proprio di sì. La nostra è un’intera impresa “al femminile” dove con me ci sono mia sorella Maria Beatrice e nostra madre Giuliana. Siamo la quarta generazione di imprenditrici e cerchiamo di portare avanti non solo i principi in cui credevano i nostri avi ma anche le tradizioni locali. Nonostante chi ci ha sempre detto “siete donne non è meglio che state a casa?”. Abbiamo dovuto lavorare il doppio per superare certi tabù che ancora resistono nella nostra società!

25 novembre 2021. Quant’è importante oggi avere queste “Giornate” di riflessione collettiva?

Molto importante. Una giornata per non dimenticare il problema, per ritornare con dibattiti mirati sull’argomento e sottolineando i passi avanti fatti e le nuove vie future per risolvere questo problema, che è soprattutto culturale. La cosa più importante? Tenere il punto sull’argomento e non lasciarlo nel dimenticatoio.

Più cultura, più protezione o pene severe. Qual è la sua posizione?

Per cercare di eliminare ogni tipo di violenza non bastano le pene, serve di più far aprire la mente e la visione alle persone, donne incluse. La maggior parte ancora non ha contezza delle violenze e si sentono loro stesse in colpa “di non essere all’altezza del marito”. È un reato che viene perseguito solo dopo la denuncia delle stesse vittime, per questo è opportuno cambiare le regole dando la possibilità anche ai familiari o agli enti sociali denunciare tali tipi di violenze “dando voce a chi non riesce”.
Un grande passo in avanti comunque già c’è stato ed è il “Reddito di libertà” che va a risolvere un primo problema: l’indipendenza economica delle donne e quindi la possibilità di liberarsi da una vera e propria forma di ricatto sociale. Piccoli passi ma che dimostrano che una via di miglioramento c’è.

Lavoro femminile e violenza domestica. Due facce della stessa medaglia?

A mio avviso la violenza contro le donne è sempre violenza. Sotto ogni forma. Che sia una discriminazione nel luogo di lavoro o violenza (fisica e psicologica) fra le mura domestiche. A queste “facce della stessa medaglia” dobbiamo contrapporre quella della “libertà”, di essere se stesse, di alzare gli occhi e guardare avanti per realizzarsi. C’è ancora troppa discriminazione per verso le donne che vengono vessate in tanti ambiti e c’è bisogno di più rispetto.

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