2022 anno da dimenticare per le imprese jesine: -316 P.Iva nei primi 9 mesi dell’anno

Sono dati ancora parziali, ma l’anno che si sta per concludere si preannuncia di grande difficoltà per l’economia jesina. A certificarlo sono i dati, parziali, delle imprese aperte e chiuse durante i primi 9 mesi del 2022, analizzati dall’ ufficio Marketing di CNA Ancona.

Dai dati di iscrizione e cancellazione dai registri della Camera di Commercio infatti, risulta infatti che nei primi mesi del 2022 a Jesi e nei comuni della Vallesina esiste un buco di -316 imprese (228 nuove aperture contro 544 chiusure). Un numero che desta preoccupazione e che, guardandolo con maggiore attenzione, evidenzia in particolar modo la forte contrazione del sistema edilizio dove a fronte di 67 nuove aperture si registrano ben 147 chiusure nei primi 9 mesi del 2022. Dato che non potrà che andare a peggiorare nei prossimi mesi, visto l’anomalo boom di imprese del settore degli anni scorsi.

“Avere un quadro della situazione economica oggi è estremamente complesso, molte sono le variabili e l’alta velocità con la quale mutano rende spesso difficile avere una fotografia chiara – sottolinea Sonia Conti, referente sindacale CNA Jesi e Vallesina -. Da ciò che possiamo rilevare dai dati acquisiti dal nostro centro studi, la situazione del territorio jesino è preoccupante. Il susseguirsi di eventi a forte impatto negativo non permette alle aziende di respirare ne tantomeno di avere la percezione che il picco sia passato, la quotidianità è carica di incertezza e indubbio scoramento e i dati purtroppo confermato tali sentimenti: il dato di aperture/chiusure è ad oggi il peggiore degli ultimi 5 anni, dato che il saldo nel 2021 era di -15 ma in un clima di ripresa post covid, -157 nel 2020 e -184 nel 2019.”

A preoccupare comunque è il continuo e perpetuo calo della manifattura jesina. Anche nel 2022, infatti, le aziende di produzione hanno registrato un saldo negativo di -23 aziende, così come il mondo dell’abbigliamento (produzione e commercio) con addirittura un -72 P.IVA. Più contenuta la perdita nel mondo agroalimentare dove al generale calo di -68 imprese si evidenzia una minore perdita di imprese nel settore Horeca (-21). Questo è dovuto in particolar modo al tasso di dinamicità del settore che ha registrato 15 nuove aperture nei primi 9 mesi dell’anno.

“La complessa situazione tuttora in essere riguardante l’aumento fuori controllo del costo delle forniture e materie prime desta non solo preoccupazione ma resta la causa ultima della costante contrazione delle nuove aperture e di chiusura delle realtà storiche del territorio. Ci attendiamo quindi l’impegno immediato della politica sul fronte energetico al fine di calmierare il prezzo del gas – continua Conti -. La CNA ha avanzato a tal proposito una proposta al fine di dirottare risorse del PNRR a sostegno della realizzazione dei parchi energetici per incentivare coloro che vogliono installare impianti fotovoltaici.”

“È fondamentale – conclude il presidente di CNA Jesi, Francesco Barchiesi- per le imprese e professionisti avere la consapevolezza che essere supportati dalle associazioni di categoria significa essere parte attiva di una massa critica che amplifica la voce del singolo che oggi si trova ad affrontare problematiche di portata ben più grande del quotidiano svolgimento della propria attività.”

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